C’è un momento, nell’osservare un oggetto, in cui si ha la sensazione che contenga qualcosa di più della propria forma. Una profondità inattesa, come un frammento che rimanda a un tutto più grande.
È da questa intuizione che nasce Mise en Abyme, la nuova collezione di Aptitude Objects: un progetto che traduce in architettura e design un dispositivo visivo antico e potente, capace di riflettersi potenzialmente all’infinito. In ambito visivo, la mise en abyme è l’immagine che contiene sè stessa.
Nel linguaggio di Aptitude Objects diventa invece un processo di riflessione materiale. Non si tratta di una replica identica, ma di uno scarto: una deviazione, un’imperfezione, uno spostamento. Il sistema ritorna ogni volta in uno statoleggermente diverso, trasformando la ripetizione in evoluzione.