La voce di Nina Simone accompagna un tramonto infuocato sull’highway. Una motocicletta attraversa la scena: alla guida, la donna immaginata da BLAZÉ Milano per la Fall 2026. Vibrazioni Eighties, zip color canna di fucile, pantaloni in pelle dalla linea dritta. Non corre per fuggire, ma per andare incontro al proprio destino, come Marianne Faithfull in The Girl on a Motorcycle.
L’immagine nasce da una memoria reale: alla fine degli anni Settanta, la madre di Corrada Rodriguez d’Acri – Co-Founder e Design Director del brand – attraversa l’Europa in sella a una Moto Guzzi V7. Tuta in pelle nera e gialla, Adidas Gazelle coordinate, mappe disegnate con rigore architettonico appreso alla Sapienza di Roma. Il viaggio diventa archivio sentimentale e gesto di emancipazione. Oggi si traduce in una collezione dove il movimento è affermazione, equilibrio tra impulso e controllo.
Il guardaroba si ancora alla pelle per poi aprirsi ai codici sartoriali. Le giacche Coiba in check e i trench Chausie con profili in velluto giocano con volumi leggermente over, bilanciati da hot pants e mini essenziali. Le nuance invernali scaldano la scena: cioccolato e cannella nel knitwear, gelsomino e vinaccia che addolciscono grigi ardesia e beige burrosi su blazer e pantaloni a gamba dritta.
Tra le novità debutta Shelley, blazer corto monopetto ispirato al tailoring, accanto a Carol, giacca da sera con spalla raglan e sofisticati chiaroscuri. Il Woolly coat reinterpreta il loden in velluto morbido e tattile, mentre la Chausie si veste di fake fur color cioccolato.
Di giorno l’attitudine è tomboy, pronta alle intemperie della strada; di sera la moto si ferma davanti a dimore patrizie illuminate da finestre Art déco. Gli abiti si ispirano ai blazer con Smiley pocket – firma del brand – per poi destrutturarsi: Honeybelle in velluto moiré, Friesian con abbottonatura centrale che segna il punto vita. E ancora tessuti 3D, paillettes, colletti alla coreana, gilet e abiti Frizzle dalla linea dritta.
La sensualità dégagé emerge nelle gonne: Ara Midi in velluto con spacchi profondi e la versione alla caviglia in crepe di seta dagli echi Eighties. L’attitudine esistenziale del viaggio si riflette nella gonna Shagya e nella blusa over Titi con maniche a campana e coulisse.
La maglieria unisce le due anime del brand: i cavallucci jacquard sui maglioni Filomene dialogano con pantaloni check rigorosi; cardigan a trecce e Charmoise con scollo a V ammorbidiscono i tessuti sartoriali; i Dorset sweater a tre bottoni mitigano l’energia dei pantaloni in pelle Baby Darry.

