Moda

Mag 21 d LA REPUBBLICA FESTEGGIA 30 ANNI: IL FUTURO HA ANCORA IL PROFUMO DELLA CARTA STAMPATA

di Cristiana Schieppati

Ci sono giornali che seguono il proprio tempo.
E poi ci sono quelli che riescono a interpretarlo, anticiparlo, attraversarlo.

Da trent’anni d la Repubblica racconta molto più della moda. Racconta l’evoluzione del costume, il linguaggio delle immagini, l’identità femminile, il cambiamento della società e il modo in cui la creatività riesce ogni volta a reinventarsi. Per celebrare questo anniversario, il magazine diretto da Emanuele Farneti sceglie un numero speciale che ha il sapore delle grandi occasioni: tre volumi, 750 pagine complessive e una raccolta pubblicitaria record da 350 pagine.

Un progetto editoriale monumentale che sarà in edicola il 23 maggio con la Repubblica e che appare come una vera dichiarazione d’amore verso il giornalismo, la cultura visiva e il futuro.

Emanuele Farneti

Tre sono le anime attorno a cui si sviluppa il numero celebrativo: moda, fotografia e scrittura. Tre linguaggi diversi, ma profondamente intrecciati tra loro.

Il volume dedicato alla moda si apre con un servizio fotografico firmato da Paolo Roversi, quaranta pagine che attraversano tre decenni di Haute Couture trasformando gli abiti in memoria, visione e poesia. Attorno a questo racconto si muovono alcune delle figure più influenti della scena internazionale — da Tim Blanks a Eva Chen, passando per Alexandre de Betak, David Fisher e Ferdinando Verderi — chiamati a riflettere sul futuro del settore.

Ma è forse il fascicolo dedicato alla fotografia a custodire una delle immagini più forti del progetto: una “capsula del tempo” costruita attraverso gli scatti di trenta autori che raccontano la bellezza italiana del 2026. Non una perfezione patinata, ma una bellezza autentica, fatta di dettagli, corpi, relazioni e fragilità che resistono nel tempo. E accanto ai grandi nomi, lo spazio dato agli studenti delle scuole di fotografia restituisce il senso più profondo di questo anniversario: guardare avanti.

Anche il volume dedicato alla scrittura attraversa passato e futuro insieme. Alle testimonianze delle direttrici che hanno guidato il magazine si affianca un racconto sulla società italiana, sulla tecnologia, sulla creatività e sulla trasformazione della professione giornalistica. A chiudere il numero, una lettera di Nadia Terranova indirizzata a una immaginaria “ragazza d.” del futuro.

Per celebrare i trent’anni, anche l’iconica “d” della testata cambia forma attraverso tre interpretazioni artistiche. Francesco Vezzoli la veste di glitter e paillettes trasformandola in desiderio; Olimpia Zagnoli la rende elastica e giocosa; mentre Ferdinando Verderi la immagina come una torre colorata fatta di lettere sovrapposte.

E proprio il futuro è la parola che ritorna più spesso nel racconto di questo anniversario. Lo sottolinea Emanuele Farneti stesso: “Gli anniversari servono per guardarsi indietro solo nella misura in cui farlo aiuta a illuminare la strada che ci aspetta”.

In un tempo in cui il giornalismo e la carta stampata vengono continuamente messi in discussione, questo numero speciale sembra voler affermare con forza una cosa molto semplice: le storie contano ancora. E quando vengono raccontate con visione, estetica e profondità, riescono ancora a lasciare un segno.

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