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Giu 10 Donna Emma: il ristorante firmato dall’architetto Antonio Girardi sospeso tra cielo e mare

L’architetto Antonio Girardi firma il progetto del ristorante Donna Emma, trasformandolo in un’esperienza sensoriale e percettiva sospesa tra cielo e mare. Qui architettura e interior design dialogano costantemente con il paesaggio della Costiera Amalfitana, offrendo una reinterpretazione inedita e contemporanea del territorio.

«La prima sensazione da cui sono partito entrando nello spazio destinato al ristorante Donna Emma è stata quella di trovarmi sospeso tra cielo e mare», spiega l’architetto Antonio Girardi. «La vista mozzafiato su Amalfi è diventata immediatamente il punto focale del progetto: l’obiettivo era valorizzare questa connessione con il paesaggio, creando un luogo dal carattere unico».

Da questa intuizione prende forma un ambiente essenziale e sofisticato, caratterizzato da grandi vetrate che amplificano il rapporto con l’esterno e da una struttura leggera, quasi fluttuante sopra il mare. Un ruolo fondamentale è affidato al soffitto, disegnato attraverso conche morbide e sinuose che donano profondità e movimento allo spazio, accompagnando lo sguardo e contribuendo a creare un’atmosfera elegante ma accogliente.

Il progetto, che si trova all’interno dell’Hotel Miramalfi, risponde al desiderio di un’eleganza sofisticata e priva di eccessi, unendo ricerca estetica e massima funzionalità, elemento centrale nella visione del progettista. In questo spazio il design vive di contrasti armoniosi: toni intensi come il viola e il nero si alternano a delicati dettagli color salvia, mentre il pavimento a scacchi bianco e nero dialoga con superfici scure e finiture in ottone lucido. Questa forza espressiva trova un contrappeso naturale nel calore materico del bambù e del rattan, oltre che negli arredi Bonacina, scelti per il bar e la veranda per la loro leggerezza artigianale.

Con lo stesso approccio, anche le necessità operative vengono integrate nel disegno complessivo, senza interrompere l’armonia visiva. Gli elementi tecnici si trasformano così in dettagli scenografici: le grandi librerie della sala nascondono le postazioni di servizio per lo staff, la cantina vini riprende il linguaggio formale degli arredi e persino le porte tagliafuoco diventano parte del racconto grazie a oblò in ottone ispirati al mondo nautico, che completano l’esperienza di una terrazza sospesa sul Mediterraneo.

Il risultato è uno spazio dal carattere contemporaneo e fortemente identitario, profondamente radicato nell’atmosfera di Amalfi ma lontano da ogni interpretazione nostalgica o didascalica della tradizione mediterranea. Il dialogo continuo tra indoor e outdoor contribuisce a costruire un’esperienza fluida e coinvolgente.

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