Due grammatiche si incontrano e si sovrappongono. Da una parte la solidità dell’abbigliamento da campo: verde loden, chiusure precise, tagli strutturati, cappotti militari dal volume controllato. Dall’altra la grazia della sottoveste: rosa e tabacco, trasparenze, pizzi e organze che rivelano una femminilità più intima e indecifrabile.
È la stessa donna, osservata da prospettive diverse. I boxer maschili diventano trasparenti in organza; il car-coat, apparentemente scolpito nella maglia, è sostenuto da un velo di pizzo; la pashmina leggerissima costruisce una giacca come fosse una camicia. Anche il denim cambia memoria: richiama la trama del donegal tweed, con punti luce irregolari e peso visivo da lana nobile, tagliato con precisione sartoriale e aperto su interni di seta e pizzo.
Una terza voce sussurra un’eleganza domestica, fatta di cassetti profumati e gesti lenti: visone tessile ai polsi del peacoat in astrakan, leopardo sulla sottoveste, chiffon rosa corallo bordato di pizzo, abiti da sera che portano impressa la traccia di un bouquet.
La ricerca sui tessuti è alchemica: pellicce ad intarsio sollevato, double che diventa “piuma” in capi-spalla costruiti ma impalpabili. Ciò che appare massiccio è in realtà leggero. I volumi oscillano tra contenimento e dissolvenza, tra struttura e movimento.
Non è un’ode all’uniforme, ma la sua trasformazione. Riding-coats e mantelle definiscono linee rigorose, mentre organza e macramè dorato punteggiato di cristalli sfuggono dagli spacchi; le gonne, percorse da nervature, si aprono con ampiezza improvvisa. Il rigore viene sorpreso, non abbandonato. Come in Sacumdì Sacumdà, cantata da Mina, che accompagna la sfilata evocando il movimento imprevedibile delle gonne in danza.
Gli accessori amplificano il dialogo materico: la borsa Amanda, morbida a secchiello rovesciato, e la pochette Fiocco si vestono di cocco stampato tabacco e verde loden, pitone bicolore, astrakan nero e glitter. Negli stessi materiali si declinano il mocassino arricciato, la mule con fiocco in raso e il texano trasformato in scarpa bassa a punta. Completa il racconto una borsa a rete, portata a braccio con naturalezza quotidiana.
Una collezione dove due mondi abitano la stessa superficie: resistenza e trasparenza, disciplina e leggerezza, controllo e libertà.





