La crisi che sta attraversando il settore automotive in Italia e in Europa è stata al centro della conferenza “L’automotive tra sfide nazionali e condizionamenti europei”, organizzata da FEDERAUTO con il supporto di Next to the Truck come media partner, tenutasi presso l’Automobile Club Milano (AC Milano), che ha riunito istituzioni, costruttori, concessionari ed esperti per discutere le leve necessarie al rilancio della filiera e le criticità che oggi ne frenano la competitività. Dopo i saluti istituzionali del presidente dell’ACI Geronimo La Russa e del presidente dell’AC Milano Pietro Meda, che ha sottolineato il ruolo strategico del settore come pilastro economico e punto di osservazione delle trasformazioni della mobilità, i lavori sono stati aperti dal presidente di FEDERAUTO Massimo Artusi, che ha proposto un nuovo “Patto tra costruttori e concessionari” per affrontare in modo condiviso la fase di crisi, indicando come priorità la revisione delle politiche di decarbonizzazione europee in chiave di neutralità tecnologica, il superamento di una fiscalità frammentata e basata su incentivi episodici a favore di un sistema più stabile e armonizzato con gli altri paesi europei, l’aggiornamento dei regolamenti sulla distribuzione automobilistica per riequilibrare i rapporti tra case produttrici e rete dei concessionari e il rafforzamento delle competenze attraverso formazione e inserimento di giovani e donne in un settore sempre più tecnologico. Nel corso dell’evento sono intervenuti rappresentanti istituzionali come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e il ministro delle Imprese Adolfo Urso, oltre a parlamentari e operatori del settore, mentre le analisi di mercato hanno evidenziato le prospettive 2025-2026 e il peso crescente delle normative europee sulla decarbonizzazione e sulla trasformazione industriale. Gli interventi tecnici di ENI con Enilive, Bosch e Findomestic hanno sottolineato rispettivamente il ruolo delle tecnologie per la decarbonizzazione, della mobilità definita dal software e del finanziamento all’acquisto come fattore decisivo per la domanda. Le tavole rotonde hanno poi messo in evidenza le difficoltà strutturali del mercato, con particolare attenzione alla contrazione del canale privato a favore del noleggio, alle asimmetrie regolatorie tra i diversi attori della filiera e alla necessità di nuove regole comuni per garantire equilibrio competitivo, occupazione e sostenibilità economica della rete distributiva, evidenziando come il settore dei concessionari rappresenti ancora oggi un’infrastruttura fondamentale con circa 90mila addetti e miliardi di investimenti annui, ma sempre più sotto pressione. In sintesi, dal confronto emerge la richiesta condivisa di una revisione del quadro normativo europeo, maggiore stabilità fiscale, sostegno alla transizione tecnologica senza penalizzazioni ideologiche e un rafforzamento della collaborazione tra tutti gli attori della filiera per affrontare una trasformazione dell’automotive che è ormai strutturale e non più ciclica.