Il brand di profumi d’arte Filippo Sorcinelli, in occasione di Esxence – The Art Perfumery Event 2026, presenta la seconda vita della collezione “extrait de musique”: un’unione tra suono e odore in cui la musica d’organo si traduce in linguaggio olfattivo con sette nuove fragranze.
extrait de musique è la collezione di profumi di Filippo Sorcinelli che nasce da una visione precisa: la musica d’organo possiede la facoltà di modellare lo spazio con la stessa forza della materia e della luce, e così come un suono è capace di mutare la percezione di un luogo scatenando un fiume emotivo tutto personale, così può agire anche il profumo.
Il progetto extrait de musique nella sua prima formulazione aveva tradotto in materia olfattiva i registri del grande organo della Cattedrale di Notre-Dame, concentrando l’attenzione sullo strumento in sé, sulla sua composizione tecnica e sul suo spettro sonoro. Con questa nuova collezione 2026 la riflessione si spinge oltre e indaga la funzione della musica d’organo come forza che qualifica un luogo e consacra un tempo, principio che attribuisce forma emotiva a un evento e lo imprime nella memoria con una fisionomia inconfondibile.
Nascono così sette nuove fragranze che interpretano la dinamica dell’organo e la traducono in linguaggio olfattivo.
Per comprendere l’organo occorre immaginare un organismo monumentale composto da centinaia, talvolta migliaia di canne di diversa lunghezza, materiale e forma. L’aria attraversa i condotti generando suoni che si propagano nelle altezze di grandi navate o in piccole cappelle ai margini di un edificio sacro. La vibrazione musicale genera un campo sensibile che orienta l’emozione, modula la temperatura dell’anima e disegna un orizzonte percettivo entro il quale spazio e coscienza acquisiscono una nuova profondità. La musica diventa così ambiente sonoro totale che scava dentro di noi attraverso un particolare momento, amplificando le nostre emozioni. L’intensità del suono accompagna ed incornicia la gioia di una festa, la maestà di una proclamazione, la gravità di un commiato.
La musica dell’organo possiede la capacità di dilatare il tempo e di conferirgli spessore: un’introduzione maestosa apre un rito con autorevolezza, una pagina raccolta invita alla contemplazione, una progressione drammatica amplifica l’emozione collettiva. La musica incornicia l’evento e lo eleva a esperienza condivisa.
extrait de musique rappresenta il legame preciso in cui suono e profumo, definitivamente legati tra loro, determinano la percezione dello spazio e del tempo. L’estratto, nella sua concentrazione più alta, valorizza quell’istante e la rende tangibile sulla pelle.
Il profumo assume così il ruolo di memoria incarnata insieme alla musica: una vibrazione dell’anima che continua a espandersi anche quando il suono si dissolve.
extrait de musique è unione tra materia e spirito, tra suono e odore, tra disciplina formale e intensità emotiva. È luogo dove si abita un frammento di rito, di luce e di storia. Propone un viaggio accessibile a chiunque, credente o laico, conoscitore dell’organo, semplice amante delle atmosfere intense o semplice passante casuale.
Attraverso le sette composizioni olfattive, la collezione invita a scoprire come un suono possa trasformare un luogo e come un odore possa custodire questa trasformazione, donando a chi la indossa l’esperienza di abitare uno spazio trasfigurato dalla musica.
Per la nuova collezione extrait de musique, il flacone diventa partitura fisica, corpo attraversato dal suono, oggetto in cui la memoria musicale prende forma plastica.
Il punto di partenza è il vinile, materia simbolica e biografica. Filippo Sorcinelli ha ascoltato le sue prime musiche d’organo sui 33 giri, nella propria camera, durante gli anni Ottanta: grandi dischi neri, solcati, circolari, attraversati da una voce meccanica e spirituale insieme. Da quella esperienza nascono insieme la passione di Filippo per la musica e l’immagine centrale della collezione: il vinile, sottoposto a calore, perde la propria rigidità originaria, si piega, cola, aderisce al vetro e diventa tappo.
Il packaging traduce quindi un passaggio poetico decisivo: il suono inciso sulla materia si scioglie sul profumo, e la musica, da memoria uditiva, si trasforma in pelle olfattiva. Il disco, emblema di una educazione sentimentale e musicale, abbandona la propria funzione originaria e assume una nuova vita, quasi fosse una reliquia sonora fusa sul corpo trasparente del flacone.
Il tappo in vinile avvolge la bottiglia con una forma irregolare e viva. Porta ancora i solchi del disco, cioè la traccia visibile della musica, e sembra trattenere sulla superficie nera il movimento di una vibrazione ormai consegnata al silenzio. Il vetro, nitido e geometrico, accoglie l’essenza; il vinile, scuro e organico, introduce una tensione materica che richiama l’atto dell’ascolto, la memoria della stanza, il rito domestico del disco posato sul giradischi e l’attesa prima che l’organo inizi a riempire l’aria.
Per questa nuova collezione, Filippo Sorcinelli ha inoltre inciso su un 33 giri sette improvvisazioni organistiche all’organo, dedicate rispettivamente alle sette fragranze. Il disco diventa così una chiave ulteriore per entrare nel cuore del progetto: la musica descrive, amplifica e rende abitabile un ambiente, una liturgia, un ricordo o un preciso momento interiore. Ciascuna improvvisazione nasce in dialogo con il profumo corrispondente e ne espande la forza evocativa, conducendo l’ascoltatore dentro la scena che la fragranza intende restituire.
Insieme al profumo, la musica diventa fonte di memoria. Attraverso naso e orecchie, chi ascolta e indossa entra pienamente in un determinato luogo o in un frammento di tempo: una cappella laterale, un Vespro pasquale, una stanza di motori, un altare prima della celebrazione, un sabato pomeriggio d’infanzia, una cattedrale immersa nel blu oppure un commiato in cui organo e campane trasformano il dolore in elevazione.
Su questo elemento si fonda l’intera campagna visiva della nuova collezione: il vinile diventa segno, matrice grafica e concettuale, immagine primaria di un mondo in cui la musica lascia il proprio supporto e si fa profumo. extrait de musique trova così nel packaging la propria dichiarazione più immediata: una collezione in cui il suono inciso, il calore della memoria, l’improvvisazione organistica e la materia olfattiva convergono in un unico oggetto, insieme intimo e monumentale.

