Dopo il prestigioso appuntamento internazionale al Museum of Modern Art di New York, l’estate artistica di Gabriele Maquignaz entra nel vivo con un calendario di mostre che ne conferma la crescente rilevanza nel panorama contemporaneo. L’artista valdostano sarà infatti protagonista di tre importanti esposizioni: dal 10 al 19 luglio a Pizzo Calabro, presso Palazzo della Cultura, a settembre a Capri e, infine, il 7 ottobre a Genova, con la grande inaugurazione a Palazzo della Prefettura Doria Spinola.
La recente partecipazione al MoMA di New York ha rappresentato un passaggio di assoluto rilievo nel percorso del Maestro valdostano. Maquignaz è stato infatti tra i protagonisti della presentazione internazionale dell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2025/26, progetto editoriale pubblicato da Giunti e promosso da Start Group Corporate Member of The Museum of Modern Art – MoMA di New York, tra le realtà più autorevoli a livello mondiale nel campo delle arti visive.
Diretto da Daniele Radini Tedeschi e curato da Stefania Pieralice, l’Atlante si conferma come uno dei più significativi strumenti di osservazione e valorizzazione della scena artistica contemporanea internazionale. In questo contesto, Gabriele Maquignaz ha assunto un ruolo centrale: oltre a essere presente con un ampio approfondimento critico dedicato alla sua ricerca artistica, l’artista firma la copertina del volume con l’opera scultorea “Tunnel Quantistico”, lavoro emblematico della sua più recente evoluzione estetica e concettuale.
Particolarmente significativa è stata anche la sua partecipazione come relatore al The Celeste Bartos Theater 3 del MoMA, dove Maquignaz è intervenuto accanto a curatori, critici e autorevoli rappresentanti del mondo dell’arte e delle istituzioni culturali internazionali. Un confronto di alto profilo che ha ulteriormente consolidato il riconoscimento del suo lavoro in ambito internazionale, offrendo al pubblico una riflessione approfondita sulla sua poetica e sul dialogo tra arte, materia ed energia che caratterizza la sua produzione.
Al centro della ricerca di Maquignaz si conferma il concetto di “Big Bang”, inteso non soltanto come fenomeno cosmologico, ma come metafora universale di origine, trasformazione e continua evoluzione. Le sue opere costruiscono ambienti visivi e plastici nei quali luce, materia ed energia convivono in un equilibrio dinamico tra caos e ordine, traducendo in forma artistica le tensioni invisibili che governano l’universo.
Pittura e scultura diventano così campi di energia percettiva, in cui intuizione artistica e suggestione scientifica si intrecciano in un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile. Una ricerca che continua a distinguersi per coerenza, intensità e capacità di affrontare temi universali attraverso una sensibilità profondamente contemporanea.
Con la presenza al MoMA di New York, la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea e il nuovo ciclo di esposizioni in Italia, Gabriele Maquignaz consolida oggi il proprio percorso come una delle voci più autorevoli e identitarie della ricerca artistica contemporanea italiana.