Auto

Mar 09 GP AUSTRALIA: IL COMMENTO

di Paolo Ciccarone

Nell’anno della rivoluzione tecnica in cui i motori ibridi cambiano le percentuali fra termico ed elettrico, la F.1 parte da dove era rimasta nel 2014: ovvero con una Mercedes che ha saputo interpretare al meglio il regolamento e nella prima gara della stagione piazza la prima doppietta dell’anno con George Russell primo e l’italiano Kimi Antonelli secondo. La Ferrari parte bene rispetto al passato e con Leclerc sale sul podio ma ha sorpreso Hamilton in gran spolvero capace di finire alle spalle del compagno di squadra dopo un bel recupero.

La gara ha avuto due facce: i primi 19 giri con duelli serrati e sorpassi ripetuti fra Russell e Leclerc, col monegasco in testa alla prima curva, e poi, dopo la virtual safety car per spostare la Red Bull di Hadjar col motore rotto, tutta di strategia e gestione gomme, come era nella passata stagione. Di certo si sono visti distacchi enormi, con appena sei vetture a pieni giri e il resto staccato di uno o due giri addirittura e con sei ritirati o non partiti del tutto. Una F.1 che deve ricompattare il gruppo e vedere i primi quattro team lottare da vicino. Perché se Red Bull ha mostrato una certa consistenza, con Verstappen che da 20esimo è risalito fino al sesto posto e Hadjar nelle posizioni di testa fino al ritiro, la McLaren campione del mondo in carica è arrivata al traguardo con 50 secondi di distacco con Norris.

Eppure ha lo stesso motore Mercedes che viene contestato al vincitore per via di una norma federale che prevede un rapporto di compressione di 16/1 e che voci dicono Mercedes abbia aggirato portandolo a 18/1. Se fosse solo questo il vantaggio, non si capisce come mai Williams, Alpine e McLaren non abbiano quei secondi di vantaggio che invece ha mostrato avere Russell. Più semplicemente è una Mercedes che ha ritrovato un equilibrio fra consumi, gestione gomme e aerodinamica che altre squadre a parità di motore non hanno trovato ancora. Fra sette giorni in Cina e poi in Giappone a fine mese, con piste vere e difficoltà note, sarà importante capire se quanto visto in Australia corrisponde al copione della stagione 2026 oppure è solo una eccezione. Intanto l’Italia da corsa può sognare con una Ferrari non molto lontana dal vertice e con un Kimi Antonelli che riporta sul podio dopo 20 anni un italiano nella gara di apertura del mondiale. Nel 2005 Fisichella e Trulli, partirono in prima fila e Fisichella vinse la gara. Speriamo sia il primo passo per il ritorno al vertice di un ragazzo italiano nella massima formula. (foto Ansa)

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