L’unico modo per mettere a tacere le polemiche della vigilia, col parziale mancato rispetto della bandiera gialla, uscita per segnalare Verstappen fuori pista, George Russell lo ha trovato vincendo in Austria la sua seconda gara della stagione. Un successo importante per il morale che consente all’inglese di recuperare dei punti preziosi su Kimi Antonelli, terzo in volata dietro a un incredibile Verstappen. Il duo Mercedes avrebbe potuto fare una doppietta se l’italiano non avesse pasticciato abbastanza nei primi giri per un problema in frenata che lo ha spedito fuori pista, consigliandogli poi di prendersela calma. Troppo visto che al traguardo è arrivato ad appena 3 decimi da Verstappen in un arrivo in volata. Che la Mercedes avesse qualcosa in più lo si era visto subito in prova, che fosse quella di Russell la favorita, sinceramente ci avevano creduto in pochi visto che Antonelli è sempre stato più veloce. E anche in gara questo ritmo forsennato dell’italiano, ha mostrato un potenziale Mercedes decisamente diverso rispetto a Russell. L’unico appunto riguarda la strategia Mercedes che ha chiamato all’ultima sosta Antonelli al 52 giro, due passaggi dopo Verstappen. Lo avessero fatto prima, il risultato sarebbe stato diverso. Verstappen può a sua volta recriminare per aver perso tempo nelle fasi iniziali con un bellissimo duello contro Hamilton. Senza aver perso tempo in quel frangente, il secondo e 6 di distacco accumulato alla fine da Russell sarebbe stato clamorosamente diverso. Un Russell vincente, quindi, che riprende il filo del discorso e il morale, ma alla luce delle prestazioni del compagno Antonelli e dello stesso Verstappen, appare come colui che si è trovato al posto giusto al momento giusto e la cosa non sempre può verificarsi. Abbiamo parlato dello spunto iniziale di Hamilton contro Verstappen, e l’inglese è stato il primo dei ferraristi finendo al quinto posto, dietro anche alla McLaren di Piastri che lo ha preceduto di 5 secondi dopo il pit stop avvenuto allo stesso giro di Lewis. Ovvero, in pochi giri la McLaren ha inflitto un distacco simile alla Ferrari, non parliamo poi di Leclerc: secondo al via, prima ha ceduto ad Hamilton, poi ha rallentato il ritmo lamentando un consumo eccessivo di gomme e alla fine ha concluso all’ottavo posto, a 45,6 secondi dal vincitore ma soprattutto a quasi 20 secondi da Hamilton. Dalla Cina in poi il ritmo di Charles non è più quello di una volta. In Canada e a Monaco ha lamentato problemi ai freni, poi li ha cambiati e contemporaneamente ha vinto Hamilton in Spagna. In Austria non è mai stato in palla nonostante un bel giro di qualifica. Capire perché la rossa da vincente in Spagna finisce a rincalzo in Austria sarà il tema della settimana prima del GP a Silverstone, una pista difficile e completa. Forse avremo le idee più chiare. Intanto nella battaglia in casa Mercedes, al momento nessun ordine di scuderia. Per capire chi e se verrà favorito dal team, dovremo aspettare il GP Ungheria di fine luglio. Lì la classifica ci dirà che scelta fare, anche se una mezza idea l’avremmo…