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Mag 25 GP CANADA: IL COMMENTO

di Paolo Ciccarone

Stavolta è stata battaglia vera, come si conviene a una categoria che vuole essere al vertice del motorsport come pretende la F.1. E vedere la quarta vittoria consecutiva di Kimi Antonelli, che allunga pure nella classifica iridata sul compagno Russell (più 43 punti…), ritirato dopo 30 giri di corsa in cui con Antonelli se le sono suonate di santa ragione, fa presagire un futuro roseo per il motorsport italiano. Certo, mancano ancora 17 gare (o 19 a seconda se recuperano o meno Bahrain e Arabia Saudita) ma se dopo 73 anni finalmente abbiamo un pilota che se la sta giocando per il titolo, 41 anni dopo Alboreto, fa sperare in un risultato da sogno. Ma bando alle ciance, in Canada sono stati diversi i duelli che hanno infiammato lo spettacolo, non ultimo quello fra Hamilton e Verstappen, col pilota della Ferrari sul podio e miglior risultato da quando corre con la rossa: secondo per un soffio davanti all’olandese. Le congratulazioni a fine gara fra i due, il prendere in braccio sul podio Antonelli, a sancire la bravura di questo ragazzo che sta sorprendendo per come impara alla svelta e per come abbia pelo sullo stomaco. Si è visto al sabato, quando nella sprint ha tentato per due volte, una all’esterno, il sorpasso su Russell pur uscendo di pista e la freddezza con cui, la domenica, ha tampinato l’inglese fino alla rottura del motore della Mercedes del rivale, forse stressata oltre il dovuto nel resistere al piccolo bolognese.

Un colpo da KO che ha fatto esclamare Russell: “C’è qualcosa che non funziona” come se temesse sabotaggi o altro. Ovvero, Antonelli non solo ha fatto breccia nel ritmo di Russell ma gli si è infilato nel cervello col tarlo del dubbio, prima vittoria psicologica. Poi il mondiale è lungo e tutto può succedere. Da una Ferrari che con Hamilton ritrova grinta e prestazioni quando rinuncia ai dati del simulatore e va per la sua strada, e nel contempo Leclerc colleziona la peggiore gara di sempre con la Ferrari, beccandosi 32 secondi da Hamilton, quasi si fossero invertiti le macchine e le situazioni. Da questa Ferrari, che con le gomme medie ha fatto sognare fino al sorpasso su Verstappen con un duello vecchio stile, con aggiornamenti in arrivo, ci si può sperare in qualcosa di più. Come ci si sperava dalle due McLaren, col suicidio al via di montare gomme da pioggia intermedie con pista asciutta.

La faccia di Andrea Stella, il Team Principal, che dal muretto box guardava il cielo, faceva capire come il manager umbro avesse capito che fosse una sciocchezza, per non usare un altro termine. E infatti, pur scattando rapido in testa Norris grazie alla mescola morbida, in pochi giri le due McLaren sono naufragate: Norris per rottura del cambio, Piastri fra penalizzazioni (ha centrato Albon con la Williams) e cambi gomme, alla fine quella che poteva essere una valida alternativa alla Mercedes, è scomparsa fra le nebbie canadesi. Ma resta un dubbio: quante vale davvero la Mercedes? Perché fin tanto che i due davanti si davano battaglia fra loro, il ritmo non era quello ideale e il giro più veloce all’ultimo passaggio di Antonelli fa capire come il limite delle frecce d’argento non lo conosce ancora nessuno…

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