SUZUKA – Il pollice alzato e il gesto alla Usain Bolt? Un omaggio all’uomo che è stato il più veloce del mondo sui 100 metri. Qui di metri Kimi Antonelli ne ha percorsi molti di più, ottenendo la seconda vittoria consecutiva in F.l con la Mercedes, che segue di due settimane il primo ottenuto a Shangai. E con questa vittoria, il giovane bolognese, 20 anni il prossimo 25 agosto, ottiene un altro record: è il più giovane a comandare la classifica del mondiale F.1. E siccome si parla di numeri, erano 74 anni che in italiano non vinceva due gare consecutive. Roba preistorica che fa fare un salto nel tempo a chi ha seguito le vicende dei piloti italiani nel circus.
Per ritrovare uno dei nostri davanti a tutti dobbiamo andare al 2005, con Fisichella vincitore della gara di apertura, e prima ancora agli anni 80, quando dopo il GP del Canada Alboreto e De Angelis erano in testa alla classifica generale, uno con la Ferrari e l’altro con la Lotus, ovvero i due team più blasonati dell’epoca. A Suzuka Antonelli ha rimediato a una partenza sbagliata, tanto che al primo giro è passato in sesta posizione. Poi, senza perdersi d’animo e usando la testa, ha cominciato a prendere le misure a quelli davanti, mentre Piastri, con la rediviva McLaren, comandava senza problemi.
Poi, come spesso accade, la fortuna aiuta gli audaci e dopo l’incidente di Bearman, a muro con la Haas per evitare la Alpine di Colapinto in fase di ricarica (e qui la FIA ha emesso un comunicato in cui esaminerà nel dettaglio la parte tecnica del regolamento per gli opportuni cambiamenti in futuro) è intervenuta la safety car. E qui Kimi e Hamilton sono entrati ai box, cambiato le gomme e ripreso un vantaggio che l’italiano ha mantenuto fino al termine, mentre Lewis è scivolato in sesta posizione. A suon di giri veloci Antonelli ha incrementato il vantaggio su Piastri mentre dietro Leclerc ha saputo recuperare e dopo una serie di sorpassi con Russell, ha raggiunto il podio, il primo della stagione.
E’ stata una gara segnata dai recuperi energetici, che a tratti facevano volare alcuni e a volte li rallentavano in una altalena che al pubblico è piaciuta, un po’ meno a chi era in pista perché capire il limite di ricariche, software, boost e via di questo passo, pare una complicazione inutile. Sorpassi all’esterno di curve una volta impossibile sono stati spettacolari, peccato che andassero anche 60 km orari più piano di prima e che tutto dipendeva da quanta batteria fosse disponibile. Come dire non importa a quanto vai, importa lo spettacolo. E per quanto artificiale, i primi erano abbastanza vicini. Adesso che succede? Kimi Antonelli, tornando in hotel in auto, ha fatto una call con la stampa italiana e ha detto chiaramente che “Non so se da Miami cambierà qualcosa, la squadra ha già pronte le modifiche, sono tutti tranquilli anche per la storia del rapporto di compressione, quindi non mi preoccupo. Certo, avrei voluto correre ancora, invece di avere un mese libero per via dei due GP arabi saltati. Adesso farò due settimane a casa mia e poi, prima di Miami, sarò in Inghilterra per capire gli sviluppi. Dovevo fare anche un test per Pirelli ma al momento non ho avuto indicazioni visto che era programmato fra Bahrain e Jedda”. E il campionato? “Beh, calma, è ancora lungo e ci sono tante gare. Può succedere tutto ancora, per cui piedi per terra…”
(foto Skytg24)