Auto

Mag 04 GP MIAMI: IL COMMENTO

di Paolo Ciccarone

Tre su tre: Kimi Antonelli segna un nuovo record per un ragazzo di 19 anni vincendo la terza gara di fila dopo aver segnato la terza pole consecutiva. E non è stato solo tutto merito della sua Mercedes quanto di una gara condotta con intelligenza e attenzione alla pressione di Lando Norris con la McLaren. Il campione del mondo in carica ha tentato in tutti i modi di ridurre il divario ma non c’è stato verso: per oltre 40 giri il bolognese ha saputo rintuzzare ogni attacco, con doppiaggi al pelo e un ritmo tale da piegare la resistenza dell’inglese: “E’ stata dura, difficile mantenere il ritmo. Alla partenza sono andato meglio che nella sprint (dove ha sbagliato il via, ndr) del sabato, ho visto che alla prima curva alcuni hanno frenato presto e ho preso la via di fuga togliendomi dai guai visto il testacoda di Verstappen. Poi al pit stop ho preso la posizione su Norris e ho mantenuto il vantaggio. Di sicuro la pole e la gara è dedicata ad Alex Zanardi, bolognese come me”. Al via Leclerc prendeva il comando dopo aver stretto Verstappen che per evitare il contatto finiva in testacoda facendosi superare da tutto il gruppo, o quasi. Poi ci ha pensato Hadjiar, uscendo di pista per una toccata, e il botto fra Lindblad e Gasly, con quest’ultimo cappottato e fermatosi sulle protezioni, a far entrare la safety car. In quel frangente, settimo giro, Verstappen si ferma ai box, cambia le gomme e con quelle rimonta furiosamente a suon di sorpassi e sportellate. Davvero spettacolare visto che per quasi 50 giri ha mantenuto le stesse gomme e solo sul finire ha concluso in quinta posizione dietro a Russell dopo essere stato a lungo terzo. E a questo punto si apre una parentesi sulla Ferrari. Ottimo via di Leclerc, poi il ritmo della Mercedes di Antonelli è superiore e anche quello della McLaren, ma in terza posizione il monegasco regge fino a due passaggi dal termine, non prima di aver polemizzato con la squadra sul cambio gomme che voleva fosse fatto qualche passaggio dopo. Alla fine, infilato dai rivali, finisce in testacoda per aver accelerato troppo a due giri dalla fine, tocca il muro, danneggia la macchina e da terzo viene superato da Piastri, Russell e Verstappen, finendo di poco davanti al compagno Hamilton. Al di là della dichiarazione di aver sbagliato, resta il fatto che in pista la Ferrari era la quarta forza: non aveva il ritmo della Mercedes e della McLaren e la Red Bull di Verstappen ha recuperato fino a superarlo in pista con la strategia e con gomme usurate. Visto che Ferrari e Red Bull con McLaren avevano portato il maggior numero di modifiche e la Mercedes lo farà in Canada fra tre settimane, qualche dubbio sulla strada presa da Maranello comincia a sorgere. Non ultimo sulla gestione in gara di Leclerc, superiore a un Hamilton con una macchina danneggiata nella toccata con Colapinto nelle fasi iniziali. Segno che qualcosa da rivedere c’è ancora… Al punto che Leclerc si è fatto prendere dal nervosismo e dapprima ha discusso col suo box: “Quando prendente una decisione magari se mi avvisate prima è meglio” come dire che dopo 8 stagioni alla Ferrari non si riesce ancora a comunicare come si deve e, infine, la stangata dei commissari che a fine gara hanno penalizzato la Ferrari di 20 secondi perché nell’ultimo giro Leclerc ha tagliato le curve senza un valido motivo, anche se la toccata contro il muro ha evidenziato difficoltà nel gestire lo sterzo della vettura. Intanto l’Italia da corsa festeggia Antonelli, non solo perché ha vinto ma per come ha vinto: non fare errori, tenere un ritmo alto e rifilare 30 secondi al più esperto compagno di squadra a soli 19 anni, con ampi margini di miglioramento, può solo far sorridere, anche se ancora troppo presto per sognare in grande…Anche perché se i presupposti sono questi, di vedere una Ferrari vincente e dominante di tempo ce ne vuole ancora!

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