Lando Norris torna a vincere e lo fa in maniera convincente con una McLaren che su questa pista è sempre andato forte, vedi i successi negli anni precedenti dello stesso Norris e Piastri, per cui vale il detto una rondine non fa primavera, ma intanto la vittoria è arrivata e va goduta e fatti i complimenti alla McLaren per il gran lavoro svolto. A Budapest ha dato spettacolo Max Verstappen che col secondo posto ha mostrato di saper soffrire e lottare, ha percorso gli ultimi 37 giri di gara con le gomme soft e ha pure infilato Hamilton con una staccata vecchio stile in curva, roba che coi regolamenti di quest’anno non si era visto ancora.
Sul podio il vero vincitore della gara: Kimi Antonelli. Il terzo posto del bolognese vale oro per due motivi: ha concluso davanti ad Hamilton e ora ha 50 punti di vantaggio sull’inglese, ma la partenza disastrosa del compagno Russell sull’altra Mercedes e la conclusione al settimo posto, mette di fatto Antonelli nella posizione di leader del team sul quale puntare per il mondiale visti i 59 punti di vantaggio sull’inglese. Se davanti i primi tre hanno motivi per sorridere, ne hanno meno in Ferrari. Una certa narrazione televisiva e qualche testata gestita più da tifosi occasionali che da esperti, aveva enfatizzato le prestazioni del venerdì con la doppietta in prove libere, poi la pole è andata a Norris con la McLaren e Hamilton si è preso tre posti in griglia di penalità per aver ostacolato Piastri. In gara Leclerc che partiva in prima fila sprecava tutto e al primo giro transitava quinto, Hamilton gli era davanti ma poi ci si è messa la scelta sbagliata del pit stop quando c’era la virtual safety car, col risultato che Antonelli, che era finito alle spalle delle due Ferrari, le superava e nel frattempo Hamilton commetteva una infrazione di 0,1 km/h in corsia box, sufficiente per altri 5 secondi di penalizzazione e finire dietro a Leclerc quinto invece che in quarta posizione.
Ovviamente la Ferrari si è guardata bene dal chiedere a Leclerc di rallentare quel poco che sarebbe bastato a conservare la posizione a Lewis e il risultato è che Antonelli in classifica generale ha guadagnato altri due punti sull’inglese grazie ai pasticci della Ferrari. Una rossa che viene esaltata come miglior telaio in assoluto e poi in gara abbiamo una Red Bull che fa 37 giri su gomme morbide e una Mercedes che ne fa altrettanti con le medie mentre la Ferrari no. Segno che la narrazione media è una cosa, la realtà un’altra e poi il risveglio di una classifica in cui la McLaren, che finora non aveva brillato e anzi in alcune gare manco era partita, si è permessa coi due piloti di menare la danza. “Siamo contenti per essere stati capaci di vincere – ha detto il TP Andrea Stella – ma è anche vero che abbiamo perso Piastri per cedimento del cambio, quindi dobbiamo ancora lavorare per essere non solo veloci ma anche affidabili”.
Per contro Vasseur ha ammesso che la gara della Ferrari è stata sbagliata: “Quando fai primo e secondo il venerdì ti aspetti molto di più di un quarto e quinto posto la domenica. In cima alla lista c’è che abbiamo commesso troppi errori, a partire dallo start, passando per la penalità, fino al sorpasso subito da Max nelle prime battute. E ogni volta che effettuiamo un pit-stop, finiamo per perdere una posizione per due o sei decimi. A volte abbiamo passato la gara bloccati dietro ad altre vetture; tutto quello che poteva andare storto è andato storto, ma sono certo che la domenica dobbiamo fare un lavoro nettamente migliore”. Adesso la F.1 va in pausa fino al 23 agosto, col GP d’Olanda, gara di casa di Verstappen che di sicuro vorrà chiudere il ciclo di questa gara (dal 2027 non si farà più) col piglio giusto e poi a Monza. Le novità dovrebbero arrivare dal nuovo motore Ferrari (e anche Honda per Aston Martin) con la speranza che questi 50 punti di vantaggio di Antonelli siano sufficienti fino alla fine. Vedere un italiano campione del mondo di F.1 ci manca da 73 anni e sarebbe il caso di rompere il digiuno…