Moda

Feb 27 GUCCI PRIMAVERA: IL MANIFESTO IDENTITARIO DI DEMNA

Gucci non è solo un marchio, ma un luogo culturale condiviso, capace di parlare a sensibilità, identità e codici espressivi diversi. Questa pluralità prende forma nella collezione Primavera, pensata come una costellazione di archetipi, gustie attitudini, rivolta a chi già abbraccia la Maison e a chi può riconoscervisi per la prima volta. La presentazione in uno spazio monumentale, quasi museale, circondato da statue in marmo, diventa traduzione visiva di questa visione, accompagnata da una colonna sonora costruita sulla giustapposizione di cinque generi distinti, curati da loki e ricomposti in un’estetica sonora coerente.

La collezione introduce un nuovo vocabolario di silhouette, texture e materiali, espressione di un’etica progettuale rigorosa. Ne emerge un’idea di leggerezza, naturalezza e comfort: capi seamless di ultima generazione, volumi tagliati vicino alla figura, bordi termosaldati invisibili e orli curvi progettati con precisione definiscono una sensibilità profondamente Gucci.

L’apertura è affidata a un minidress seamless in candido tessuto da calzetteria, indossato con attitudine da femme fatale, gesto netto e quasi azzeramento visivo. La collezione propone molteplici modalità di vestire: le stesse giacche si alternano tra gonne, leggings-pantalone e pantaloni, attraversando con disinvoltura ufficio, bar e tutto ciò che sta nel mezzo.

La sartorialità, morbida e fluida, prende forma in tessuti eterei dall’effetto liquido e si contamina con una sensibilità streetwear attraverso giacche scollate e pantaloni con tasche orizzontali che suggeriscono una postura precisa. L’ossessione per nuove forme di abbigliamento si traduce in tracksuit che evolvono in moderne trackdress, leggings fusi con il pantalone, giacche e top integrati in un unico capo ultra aderente, e calzature che fondono scarpe in pelle e sneaker in una silhouette aerodinamica.

Ricami di piume voluminosi profilano bubble blouson, bomber e shearling intarsiati, aprendosi fino a incorniciare il volto. Pelli preziose, morbide e flessibili, donano naturalezza a biker, pantaloni aderenti e stole circolari. La tradizione scultorea informa look scolpiti, quasi adonici, che richiamano ideali rinascimentali di proporzione e fisicità: silhouette da skater con T-shirt fluide trattenute in drappeggi di ispirazione greca, fino a un abito bianco scivolato che evoca la Nascita di Venere.

Preziosi completi due pezzi e una proposta partyboy con top aderenti e pantaloni scivolati, indossati a piedi nudi, dialogano con abiti audaci e minidress dagli spacchi vertiginosi. Il finale è segnato da un abito dalla schiena nuda che rivela un perizoma GG in oro bianco tempestato di dieci carati di diamanti.

Tra gli accessori, l’iconica Gucci Bamboo 1947 viene reinterpretata con un volume più slanciato e un manico bamboo realizzato in segmenti di pelle flessibile assemblati. Le minaudière d’archivio si allungano per accogliere smartphone ed essenziali. Manhattan, prima sneaker del direttore creativo per Gucci, unisce forma da basket ultra-minimale e praticità slip-on; i modelli Giovanni e Cupertino, morbidi e destrutturati, superano la rigidità tradizionale della scarpa in pelle.

L’intera visione si fonda su un principio di pragmatismo: creare oggetti desiderabili e autentici, capaci di accompagnare persone diverse nella quotidianità, arricchendola e facendole sentire bene. Prodotti che esistono e si affermano per ciò che sono, senza bisogno di giustificazioni pseudo-intellettuali. Qui in allegato la lettera che il direttore creativo ha scritto per spiegare la sua visione e l’inizio del nuovo corso di Gucci. Molti dei capi sono già in vendita sul sito di Gucci.com

alcuni degli ospiti presenti:

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