Secondo uno studio di Bernstein pubblicato venerdì, il settore del lusso sta operando cambiamenti significativi per far fronte alla crisi. Analizzando le vendite di borse in diverse boutique francesi, il centro di ricerca ha osservato mutamenti importanti in Dior e progressivi in Gucci, Louis Vuitton e Burberry. Tra il 29 dicembre e il 15 gennaio, Dior ha ridotto di quasi la metà la propria collezione di borse: i nuovi modelli rappresentano ora il 28% del totale dello stock. Questa selezione consente alla maison di aumentare i prezzi medi dei prodotti, con la fascia alta della gamma particolarmente valorizzata. In sole due settimane, il prezzo medio delle borse Dior è passato da 3.300 a 3.500 euro. Anche Louis Vuitton ha adottato una strategia simile, introducendo nuovi modelli più esclusivi nelle sue boutique, che oggi rappresentano il 14% dello stock. I nuovi articoli, più premium, hanno contribuito a far salire il prezzo medio delle borse da 2.700 a 2.800 euro. Consapevole che oggi la domanda di lusso proviene soprattutto dai consumatori più abbienti, il gruppo di Bernard Arnault ha avviato una strategia di riallineamento verso il premium. Bernstein sottolinea che il concetto di «rapporto qualità-prezzo» rimarrà un elemento centrale nel 2026, anche se questa strategia comporta rischi. Per conquistare nuovamente i clienti più ricchi, le maison devono aumentare la qualità dei prodotti e investire pesantemente in marketing e comunicazione.