In occasione di Vicenza Classic Car Show (27-29 marzo) presso i padiglioni della Fiera di Vicenza di Italian Exhibition Group (IEG), il Museo Nicolis torna per il terzo anno consecutivo con un’esposizione dedicata al design industriale e alla mobilità essenziale del dopoguerra.
Dalla ricostruzione al design: il fenomeno delle Bubble Car. La rassegna propone un viaggio nell’Europa della ripartenza, dove la creatività di costruttori aeronautici come Messerschmitt e Heinkel diede vita alle iconiche “bubble car”. Queste vetture trasferirono nell’auto la leggerezza e l’efficienza delle cabine vetrate degli aerei, risolvendo il problema degli spostamenti di massa negli anni ’50. Oggi, quella stessa filosofia di “vetture piccole fuori e rivoluzionarie dentro” rivive in esemplari moderni che prediligono l’abitabilità tailor-made e soluzioni intelligenti per i bisogni reali.
Sotto i riflettori allo stand, la BMW Isetta 300 (1957), l’auto che si apre “come un frigorifero”, dal design iconico. Concepita in Italia nel 1953, l’Isetta esposta è di produzione tedesca. Caratterizzata da una forma a “ovetto” che ricorda la cabina di un elicottero, presenta l’unica portiera frontale a cui sono fissati volante e piantone dello sterzo. Famosa anche per il suo DNA sportivo: celebre è la sua partecipazione alla Mille Miglia del 1954 e 1955. Curiosità pop culture: nota al grande pubblico per essere l’auto di Steve Urkel nella sitcom “Otto sotto un tetto”, sarà accessibile al pubblico della manifestazione per salire a bordo e scattare una foto ricordo.
Accanto all’Isetta, la Fiat 600, coupè VIOTTI (1965), vera icona della rinascita post-bellica e vettura simbolo del “Bel Paese”, fu un vero successo di massa. Progettata da Dante Giacosa e presentata a Ginevra nel 1955, è stata prodotta in oltre 4,9 milioni di esemplari, diventando l’auto più personalizzata dai carrozzieri italiani per esportare il Made in Italy nel mondo. Nota per il motore posteriore raffreddato ad acqua e l’abitabilità per quattro persone, era definita dallo slogan dell’epoca come “modernissima, agile, sicura”. Una storia singolare riguarda l’esemplare esposto (una fuoriserie con tetto apribile in tela) dal passato unico: appartenne a un convento di suore e alla religiosa Suor Antonietta. Recuperata dallo sfasciacarrozze da Luciano Nicolis, la vettura è tornata al suo splendore originale grazie a un meticoloso restauro.
Il percorso espositivo si arricchisce con Mival Mivalino 175 (1956), esempio emblematico di come l’industria bellica si sia riconvertita per motorizzare l’Europa del dopoguerra. Costruito a Gardone Valtrompia a partire dal 1953, il Mivalino è la versione italiana di una microvettura prodotta su licenza della tedesca Messerschmitt KR 175. La sua origine aeronautica è evidente nei due posti in tandem e nel cupolino trasparente che ricorda la carlinga di un aereo da caccia. Presentato al Motosalone di Milano nel 1953, veniva promosso non come un’auto, ma come una “motocicletta con tutte le comodità”, capace di offrire protezione dalle intemperie pur trasportando due persone e i relativi bagagli. Uno dei suoi punti di forza commerciali più aggressivi era la facilità d’accesso alla guida: all’epoca, infatti, per guidarlo non occorreva la patente. Curiosità pop: anche questo modello ha lasciato il segno nell’immaginario cinematografico e televisivo, essendo il veicolo preferito dal Cugino Itt della celebre Famiglia Addams.
Completa l’esposizione una Piaggio Vespa Sidecar del 1953, veicolo che nell’Italia del dopoguerra ha trasformato lo scooter in una soluzione di viaggio condivisa. Il progetto porta la firma di Corradino D’Ascanio, l’ingegnere aeronautico padre della Vespa. La sua innovazione fu un sistema di fissaggio a braccio unico che manteneva pulita la linea del veicolo senza stravolgerne il telaio. Presentata ufficialmente nel 1948, nei primi due anni ne furono prodotti solo circa 600 esemplari, dato che rende i modelli originali oggi estremamente rari e ricercati dai collezionisti. Se la Vespa standard rappresentava la libertà urbana, il carrozzino aggiunse la dimensione della condivisione, permettendo a tre persone di viaggiare insieme e aumentando la capacità di carico, talvolta usato anche per il trasporto di merci leggere in zone rurali. Concettualmente, la sua configurazione a tre ruote ha anticipato i moderni veicoli urbani ibridi. Icona culturale: simbolo di un’Italia che riparte, la Vespa è legata al romanticismo cinematografico di pellicole come “Vacanze Romane”.
Ad accogliere i visitatori non saranno solo i motori. Lo stand sarà impreziosito da oggetti iconici che proiettano nel rito familiare dell’epoca: un set da bar e carte da gioco, set tavolo e sedie da casa, grammofono portatile e telefono in bachelite, set da picnic e l’immancabile moka con tazzine renderanno l’esperienza allo stand del Museo Nicolis una vera immersione nella vita domestica degli anni ’50.
Per info: Il Museo Nicolis (https://www.museonicolis.com/) di Villafranca di Verona è APERTO al pubblico da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00 con orario continuato