L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di Zone a Traffico Limitato (ZTL) e concentra oltre la metà delle misure di restrizione alla circolazione presenti in Europa. È quanto emerge dalla ricerca “Auto e Città, oltre il divieto”dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, realizzata con il supporto di Honda.
Secondo lo studio, delle circa 500 ZTL attive in Europa, ben 446 si trovano in Italia. Complessivamente il nostro Paese conta 485 misure di limitazione degli accessi urbani tra ZTL, Low Emission Zone (LEZ) e congestion charge, pari al 56,2% del totale europeo.
Se da un lato il dato conferma l’attenzione verso la tutela dei centri storici e la gestione della mobilità urbana, dall’altro evidenzia una forte frammentazione normativa. Le regole cambiano infatti da città a città, rendendo difficile per cittadini e operatori orientarsi tra i diversi sistemi di accesso.
Diversa la situazione delle Low Emission Zone, progettate specificamente per ridurre l’inquinamento. In Europa se ne contano 338, con Spagna, Francia e Germania in testa. L’Italia è quinta con 37 LEZ, ma senza criteri uniformi a livello nazionale.
L’analisi evidenzia inoltre che le misure di regolazione degli accessi producono generalmente effetti positivi: riduzione del traffico, miglioramento della qualità dell’aria e maggiore attrattività delle aree interessate. Anche le pedonalizzazioni e le Zone 30, secondo gli studi analizzati, non penalizzano il commercio locale e possono contribuire ad aumentare la vivibilità urbana.
Resta però il tema dell’equità sociale. Le restrizioni possono infatti penalizzare chi possiede veicoli più datati e ha minori possibilità economiche di sostituirli. Per questo la ricerca sottolinea l’importanza di accompagnare le politiche ambientali con incentivi al rinnovo del parco auto e con un rafforzamento del trasporto pubblico.
Tra le proposte avanzate dall’Osservatorio vi sono l’introduzione di standard nazionali per le LEZ, una segnaletica uniforme e la creazione di una piattaforma digitale unica che raccolga tutte le informazioni sulle limitazioni alla circolazione, rendendo più semplice e trasparente la mobilità nelle città del futuro.
Simone Mattogno, Head of Automobile Division di Honda Motor Europe Ltd. – Italia & Svizzera ha affermato: “La ricerca dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School contribuisce in modo rilevante al dibattito sul futuro della mobilità urbana, evidenziando come sostenibilità ambientale, accessibilità e inclusione sociale debbano procedere insieme. Le misure di regolazione degli accessi possono rappresentare uno strumento efficace per migliorare la qualità della vita nelle città, a condizione che siano accompagnate da un’informazione chiara e da un percorso di transizione attento alle esigenze dei cittadini.
Come Honda, osserviamo con grande attenzione la trasformazione del modo in cui le persone si muovono nelle aree urbane. Crediamo che l’innovazione debba avere un obiettivo concreto: semplificare la vita delle persone, rendendo più immediato orientarsi in un contesto in evoluzione e favorendo l’accesso a soluzioni sostenibili. In questo percorso, il dialogo tra istituzioni, industria e mondo della ricerca è determinante per accompagnare una transizione efficace, inclusiva e orientata al futuro.”
( nella foto Simone Mattogno, Head of Automobile Division di Honda Motor Europe Ltd. – Italia & Svizzera)