Scattata da Oliver Hadlee Pearch, la nuova campagna Primavera/Estate 2026 di Giorgio Armani è ambientata nella casa milanese dello stilista, un luogo che rappresenta il suo stile e la sua estetica tanto quanto la sua moda.
Questo spazio privato e personale, che continua a essere abitato da Leo Dell’Orco, è stato scelto per evocare un’idea di continuità nel segno dell’eredità di Giorgio Armani: un ritorno alle origini inteso come naturale prosecuzione di un percorso creativo che attraversa il tempo.
Situata nel palazzo che ospita le sfilate delle collezioni del marchio, la casa diventa anche il set del video della campagna. I suoi diversi ambienti fanno da sfondo a un racconto per immagini che si muove tra interni e giardino, restituendo un omaggio discreto agli spazi in cui la memoria di Giorgio Armani è ancora viva, attraversata da una presenza attuale e vitale.
I protagonisti della campagna sono Vittoria Ceretti, che torna a posare per Armani, e Clement Chabernaud, ritratti insieme a Aboubakar Conte, Zhaoyi Fan e, per gli scatti dedicati a Giorgio Armani Eyewear, Greta Hofer. I modelli sono fotografati in diversi ambienti, circondati da oggetti personali, pezzi di design, sculture e opere d’arte.
I capi indossati includono completi strutturati, abiti dalle linee morbide, pullover e camicie che accompagnano il corpo con scioltezza. L’insieme appare naturale e privo di artificio, espressione di un modo di essere e di vestire che non conosce il tempo.
All’interno della campagna sono visibili le seguenti opere d’arte: Giorgio Armani (1981) di Andy Warhol, realizzata con polymeri sintetici e inchiostro serigrafico su tela; opere di Gary; un’opera raffigurante Giorgio Armani di Francesco Clemente; lavori di Antonio Lopez e di Silvio Pasotti.
La campagna Primavera/Estate 2026 si configura così come un racconto visivo che intreccia moda, spazio e memoria, restituendo l’immagine di una continuità creativa che attraversa il tempo.
nella foto
ARTWORK BY GARY (LEFT)
ARTWORK DEPICTING MR. GIORGIO ARMANI BY FRANCESCO CLEMENTE (MIDDLE)
ARTWORK BY ANTONIO LOPEZ (RIGHT)