Per la collezione Autunno/Inverno 2026 di Nicolas Ghesquière per Louis Vuitton, la natura diventa la più grande stilista. Montagne, foreste e pianure ispirano un nuovo linguaggio dell’abbigliamento, una vera e propria “architettura del vestire” del XXI secolo. Gli abiti nascono da una relazione primordiale tra l’essere umano e il suo ambiente: vento, pioggia e sole modellano forme, dettagli e silhouette, proprio come accade nella vita reale quando l’abbigliamento deve proteggere, permettere libertà di movimento e garantire resistenza.
Questa collezione propone uno sguardo amplificato sul mondo naturale, trasformandolo in una dimensione quasi mitica: una “super natura”. Le forme dei capi evocano reazioni istintive al clima e al paesaggio, mentre le silhouette ricordano costumi tradizionali nati da secoli di vita in armonia con l’ambiente. Tuttavia, Ghesquière non si limita a guardare al passato: l’obiettivo è reinventare questo rapporto con la natura nel contesto contemporaneo, profondamente segnato dal mondo digitale. Non si tratta di una fuga dalla realtà, ma piuttosto di un suo riflesso: un nuovo folklore per il futuro.
Vivere immersi nei paesaggi crea un dialogo tra abiti e ambiente. Nella collezione, flora e fauna lasciano tracce sui materiali: motivi animalier reinterpretati si intrecciano su tele e denim, mentre fiori immaginari prendono forma nella pelle, diventando elementi decorativi ma anche protettivi. L’idea del collage diventa un vero e proprio viaggio tessile: elementi diversi si incontrano e si sovrappongono, creando una sorta di mappa topografica del corpo. Questa fusione di riferimenti racconta storie globali. Gli abiti portano con sé memorie culturali, atteggiamenti e realtà che hanno formato le identità umane nel tempo. È una moda che parla di appartenenza ma anche di movimento, di una comunità mondiale sempre più interconnessa.
Un altro elemento chiave della collezione è quello che Ghesquière definisce “hyper-craft”: non una semplice imitazione della natura, ma la sua sublimazione attraverso tecnologie avanzate e abilità artigianali. La stampa 3D e le resine permettono di creare dettagli sorprendenti: bottoni che sembrano minerali, tacchi che ricordano corna di cervo. Nuove pellicce vegetali generano texture inedite, mentre la pelle viene trattata e lavorata per evocare la superficie del legno, pur mantenendo una morbidezza inaspettata.
Il tema del viaggio rimane centrale nell’identità della maison. L’iconica borsa Noé, creata originariamente nel 1932, ritorna nelle sue proporzioni e nei suoi colori originali, diventando simbolo di un oggetto che attraversa il tempo. Pensate per l’esplorazione e il desiderio di scoperta, le borse della collezione raccontano il legame umano con la terra e con il movimento. La collezione include anche gioielli che reinterpretano l’estetica modernista di Man Ray: orecchini, anelli e collier decorati con i caratteristici chiodi dei bauli Louis Vuitton, elementi che collegano passato e presente attraverso un linguaggio contemporaneo.
La sfilata si svolge nella Cour Carrée del Musée du Louvre, trasformata in un paesaggio immaginario. Lo scenografo Jeremy Hindle crea un ambiente che fonde interno ed esterno, natura e visione futuristica. Il risultato è una sorta di quadro pastorale vivente, un’allegoria moderna che ricorda una fiaba di fantascienza. Con questa collezione, Nicolas Ghesquière immagina una moda capace di guardare avanti senza dimenticare le radici profonde dell’umanità: il legame con la terra, con i paesaggi e con le storie che continuiamo a portare con noi.
In prima fila un parterre di star internazionali: Zendaya, Lisa, Ana de Armas, Jennifer Connelly, Alicia Vikander, Chloë Grace Moretz, Léa Seydoux, Felix, Hoyeon, Zhou Dongyu, Liu Yifei, Jaden Smith, Phoebe Dynevor, Gianna Jun, Catherine Deneuve, Ava DuVernay e molte altre celeb presenti per uno degli show più attesi della fashion week.


















