Mercoledi 15 aprile 2026, a Parigi è stata celebrata la riapertura del flagship store Max Mara di Avenue Montaigne con un cocktail esclusivo seguito da una cena intima per la stampa e ospiti VIP presso Sant’Ambroeus. L’evento ha riunito un gruppo selezionato di invitati, tra cui la celebre attrice francese Laetitia Casta in veste di ambasciatrice principale.
Tra i presenti figuravano anche le attrici Karidja Touré e Alma Jodorowsky (nipote del rinomato regista Alejandro Jodorowsky), l’architetta Sophie Hicks, lo storico della moda e curatore Olivier Saillard, l’art director Mathias Augustyniak, lo stilista Gilles Dufour, Elodie Piège (co-fondatrice e moglie del rinomato chef francese stellato Michelin Jean-François Piège) e la giornalista e scrittrice Natasha Fraser, tutti riuniti in un’atmosfera raffinata e conviviale.
In occasione del suo 75° anniversario, infatti Max Mara celebra la propria eredità riaprendo il flagship store di Avenue Montaigne a Parigi, affidando all’architetto Sophie Hicks il compito di trasformare i 745 mq della boutique in un racconto architettonico inedito. Il progetto si snoda come un omaggio vibrante al DNA del brand, partendo dall’iconico color cammello che qui diventa protagonista assoluto, declinandosi in variazioni cromatiche che sfociano audacemente nell’arancione. Il cuore visivo di questo spazio è una spettacolare scala autoportante che, come una doppia scorza d’arancia, sembra fluttuare verso il piano superiore grazie a una complessa struttura a doppia elica, rompendo con la propria energia il rigore della struttura originale in cemento degli anni ’70.
Il design della boutique parigina crea un ponte sensoriale tra Parigi e Reggio Emilia, unendo il carattere industriale del cemento a vista alla ricercatezza di materiali tipici come il marmorino e il terrazzo veneziano. Lo spazio è concepito per offrire un’esperienza di scoperta graduale, dove la luce soffusa e un innovativo schermo che proietta il meteo e le immagini della sede storica emiliana evocano le radici del brand. Tra arredi artigianali in vetro e rame, il percorso si snoda fino al piano superiore affacciato sulla Torre Eiffel, per concludersi in un giardino esterno studiato per mutare colori in armonia con le collezioni, legando definitivamente l’architettura al paesaggio e alla storia di Max Mara.