In occasione del Fuorisalone 2026, Accademia IUAD si presenta come protagonista del panorama progettuale internazionale con “Metropac”, un’installazione immersiva ospitata nel Sottoportico dell’Università degli Studi di Milano in via Festa del Perdono, che trasforma l’iconico linguaggio del videogioco Pac-Man in un’esperienza architettonica e urbana contemporanea, dove il gaming diventa chiave di lettura della città e delle sue dinamiche. Il progetto, realizzato dagli studenti della sede di Napoli e coordinato dal prof. arch. Salvatore Colasanto dello studio CM Architetti, nasce da un percorso di ricerca che integra analisi dei materiali locali e sperimentazione tecnologica, confermando il ruolo dell’Accademia come laboratorio attivo di innovazione e formazione progettuale.
L’installazione interpreta il celebre personaggio di Pac-Man come metafora della condizione urbana contemporanea, fatta di percorsi, scelte e ostacoli, e lo colloca al centro di una riflessione sulla città come piattaforma interattiva in cui reale e digitale si sovrappongono generando nuove forme di percezione e relazione. Il progetto si articola in tre ambienti interconnessi che costruiscono un percorso immersivo tra materia e immaginario: il primo rievoca il labirinto del gioco attraverso superfici luminose e segni grafici che dialogano con elementi iconici della metropolitana milanese progettata da Franco Albini, trasformando lo spazio in una lettura simbolica del movimento urbano; il secondo ambiente, rivestito in piastrelle bianche, reinterpreta in chiave provocatoria uno spazio bagno attraverso un linguaggio che richiama la tradizione concettuale di Marcel Duchamp, riflettendo sul rapporto tra oggetto, funzione e percezione; il terzo spazio conclude il percorso con nicchie luminose ispirate ai fantasmi del gioco, trasformando l’esperienza in un momento contemplativo che invita a riflettere sul rapporto tra dimensione ludica, tempo urbano e realtà quotidiana.
L’uso combinato di ceramica, stampa 3D, neon e ledwall costruisce un equilibrio tra artigianalità e tecnologie digitali, dando forma a un’architettura ibrida in cui il linguaggio del game design si fonde con quello della città. Come sottolinea il presidente Michele Lettieri, Metropac non è soltanto un’installazione ma una dichiarazione culturale che ribadisce il ruolo del design come strumento di interpretazione dei cambiamenti sociali e urbani, trasformando un’icona pop in una riflessione sullo spazio pubblico contemporaneo. Il progetto assume inoltre un valore strategico per l’istituzione, che dal prossimo anno accademico attiverà anche a Milano il corso di Design e Architettura degli Interni, rafforzando la propria presenza nella città e consolidando il dialogo tra formazione, innovazione e scena internazionale del design.