Moda

Lug 15 MIRCO GIOVANNINI E AFOL MODA: LA DIVERSITÀ COME LINGUAGGIO CREATIVO

Francesca Michielin ha indossato un look MIRCO GIOVANNINI durante il Capital Jam, la serata che ha inaugurato l’edizione 2026 di “Estate al Castello” al Castello Sforzesco di Milano.

Il look indossato da Francesca Michielin fa parte della capsule Luxury Clouds Knitwear, parte della collezione donna MIRCO GIOVANNINI Atelier Folleria.

Dedicata a una donna libera, che supera gli stereotipi e costruisce il proprio percorso con autenticità, la capsule interpreta la maglieria come terreno di continua sperimentazione. Filati nobili, sostenibili e tecnici vengono lavorati con finezze speciali per dare vita a capi leggeri e impalpabili, caratterizzati da trasparenze, riflessi iridescenti e una matericità inedita.

Attraverso volumi morbidi e costruzioni che richiamano pizzi, crochet, chiffon e organze, Luxury Clouds Knitwear reinterpreta i codici della maglieria contemporanea, trasformandola in un linguaggio espressivo capace di coniugare innovazione, artigianalità e ricerca estetica.

Da sempre impegnato nella ricerca di nuove forme espressive attraverso la maglieria, Mirco Giovannini amplia il proprio universo creativo con “Fuori Norma – La diversità come linguaggio”, il progetto sviluppato insieme agli studenti del corso FASHION ART DIRECTION & COMMUNICATION STRATEGIES di AFOL Moda, nato con l’obiettivo di creare un dialogo concreto tra formazione e professione attraverso un percorso di ricerca, sperimentazione e styling.

Attraverso l’analisi delle collezioni dei codici estetici del brand, gli studenti hanno avuto l’opportunità di approfondire il metodo progettuale che caratterizza il lavoro di Mirco Giovannini, entrando nel vivo del processo creativo che accompagna la nascita di una collezione, dall’idea alla costruzione di una narrazione visiva. Le collezioni Fall Winter 2025/2026 e Spring Summer 2026 sono diventate il punto di partenza per un lavoro di osservazione, ricerca e interpretazione che ha permesso agli studenti di sviluppare visioni personali, trasformando lo styling in un linguaggio capace di raccontare sensibilità, intuizioni e prospettive differenti.

Per Mirco Giovannini la moda è prima di tutto uno spazio aperto al confronto, dove identità, emozioni e punti di vista differenti trovano forma al di là delle convenzioni. È da questa visione che prende forma “Fuori Norma”una riflessione sulla diversità intesa non come definizione, ma come scelta consapevole: la capacità di uscire dagli schemi, mettere in discussione l’uniformità e trasformare lo styling in uno strumento di espressione personale e lettura della contemporaneità. Ricerca, sperimentazione e persino errore diventano così parte integrante del processo, elementi indispensabili per dare valore all’unicità di ogni sguardo e alla pluralità delle prospettive che la moda è in grado di generare.

Gli scatti realizzati raccontano il percorso creativo sviluppato dal gruppo di studenti di AFOL Moda, restituendo una pluralità di interpretazioni nate dal confronto con l’universo estetico di Mirco Giovannini. Attraverso lo styling, ogni look diventa parte di una narrazione collettiva in cui punti di vista differenti convivono, dando vita a un racconto capace di valorizzare la ricchezza delle diverse prospettive.

Sotto il coordinamento di Olympia de Molossi e la direzione creativa di Mirco Giovannini, i quattro gruppi di lavoro hanno sviluppato visioni autonome a partire da un tema condiviso,dimostrando come uno stesso linguaggio creativo possa essere reinterpretato attraverso sensibilità differenti senza perdere coerenza e identità. La selezione fotografica racconta proprio questa pluralità di sguardi: bastano dettagli, accostamenti e scelte di styling differenti per trasformare radicalmente la prospettiva e dare vita a racconti visivi molteplici e inaspettati.

“Fuori Norma” conferma così la volontà di Mirco Giovannini di aprire il proprio universo creativo alle nuove generazioni, trasformando la formazione in uno spazio di ricerca, confronto e sperimentazione, dove la diversità diventa una risorsa progettuale e il dialogo tra esperienza e nuovi sguardi genera nuove possibilità espressive.

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