Pitti Uomo chiude con segnali incoraggianti sul fronte internazionale. Alle 12 dell’ultima giornata, le presenze dei buyer esteri hanno raggiunto quota 5.000, confermando i risultati dello scorso gennaio e segnando un dato significativo in un contesto globale ancora complesso. A sottolinearlo è Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, che evidenzia come il risultato assuma particolare valore alla luce delle attuali tensioni internazionali e della prudenza del mercato.
In lieve flessione invece i compratori italiani, che a fine edizione si attesteranno intorno alle 7.600 presenze, un dato coerente con le difficoltà strutturali della distribuzione e del retail nazionale.
Tra i mercati più dinamici spiccano Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Turchia, Giappone e Grecia, mentre si registrano leggere contrazioni da Germania, Francia e Spagna. Molto positiva la performance del Nord Europa, con forti crescite da Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia. In Asia si confermano le presenze cinesi, cresce Taiwan e rallenta leggermente la Corea del Sud. Ottimi riscontri anche da Brasile, Messico, Canada, Israele, dai Paesi dell’Asia centrale e dal Medio Oriente, con Emirati Arabi e Qatar, oltre ai ritorni di Libano ed Egitto.
Il successo dell’edizione è sostenuto dalla qualità dell’offerta: 758 collezioni di moda e accessori uomo, incluse circa 30 fragranze, tra cui il nuovo progetto Hi Beauty, dedicato alla profumeria di ricerca. Ricerca e innovazione sono stati i temi centrali del salone, valorizzati dall’approccio curatoriale di Pitti.
Napoleone sottolinea anche il clima positivo percepito tra gli espositori internazionali e l’apprezzamento per il supporto istituzionale, testimoniato dalla visita del ministro Urso e dall’impegno promozionale di Agenzia ICE. A completare l’esperienza, il ricco calendario di eventi diffusi in città, che ha rafforzato il ruolo di Firenze come piattaforma centrale per la moda maschile internazionale.