Moda

Ott 02 RUMORS FROM PARIS: chi va, chi resta e chi potrebbe cambiare poltrona

di Cristiana Schieppati

A Parigi in questi giorni c’è una domanda che sembra interessare quasi quanto le collezioni: chi va dove? Pensavamo che dopo il grande giro di poltrone degli ultimi due anni la moda avesse finalmente trovato un po’ di pace. Sbagliato. Alla Paris Fashion Week i rumors corrono da una sfilata all’altra e riguardano soprattutto il gruppo Kering. Tanto che Luca de Meo, interrogato sulle possibili uscite di Anthony Vaccarello da Saint Laurent e Pierpaolo Piccioli da Balenciaga, non ha smentito: “Sono rumors che non voglio commentare”. Che, nel linguaggio della moda, non è esattamente la frase migliore per spegnere un pettegolezzo.

Il rumor più insistente riguarda Anthony Vaccarello, da dieci anni alla guida di Saint Laurent. La sua ultima sfilata sotto la Tour Eiffel è stata letta da molti quasi come un possibile commiato: oro ovunque, poi il nero finale, Charlotte Gainsbourg che canta You Are So Much Yves Saint Laurent e una collezione che ripercorre molti dei codici costruiti dal designer durante il suo decennio nella Maison. Suggestioni? Può darsi. Ma la voce sulla sua uscita circola ormai da settimane e a Parigi si è fatta molto più insistente.

E qui arriva il secondo nome: Chemena Kamali. Secondo i rumors sarebbe proprio la direttrice creativa di Chloé a prendere il posto di Vaccarello. Una scelta meno sorprendente di quanto possa sembrare: Kamali ha già lavorato a Saint Laurent ed è stata direttrice del design del prêt-à-porter donna durante l’era Vaccarello. Nessuna conferma ufficiale, naturalmente.

Ma ieri da Chloé è successo qualcosa che non ha certo aiutato a fermare le voci. Kamali ha presentato la Primavera/Estate 2027 ricevendo una standing ovation e il Financial Times racconta che nel front row il consenso fosse praticamente uno: potrebbe essere stata la sua ultima collezione per la Maison. Persino le note dello show, con quel “possa l’amore riversato in questa collezione durare per sempre”, sono state lette come un piccolo indizio. Insomma: Kamali da Chloé a Saint Laurent? Per ora scriviamolo rigorosamente con il punto interrogativo.

Poi c’è Pierpaolo Piccioli. Ed è forse il rumor più sorprendente. È arrivato da Balenciaga appena un anno fa per raccogliere l’eredità di Demna e già si parla di una possibile uscita. Anche in questo caso nessuna conferma e Piccioli non commenta. Ieri ha presentato una collezione costruita sull’idea di una sorta di “everyday couture”, portando tecniche e costruzioni dell’alta moda dentro capi destinati alla vita quotidiana.

E proprio mentre la sua Balenciaga sembra cominciare a trovare un linguaggio personale, le voci sulla sua partenza diventano sempre più forti. Anche qui, il “no comment” di de Meo ha inevitabilmente alimentato il fuoco.

La domanda quindi è doppia: Piccioli lascia davvero Balenciaga? E soprattutto, se lascia, dove va? Per ora nessuna risposta affidabile. Ma sarebbe una permanenza sorprendentemente breve per un designer chiamato a ridisegnare una Maison dopo un’era così identificabile come quella di Demna.

Mi è arrivata persino una voce che dice che Vaccarello andrebbe da Gucci. Non risultano al momento fonti solide che indichino Anthony Vaccarello come prossimo direttore creativo di Gucci. Anzi, i segnali ufficiali raccontano il contrario: Demna ha appena presentato la sua Primavera/Estate 2027 e il piano strategico di Kering continua a indicarlo come figura centrale del rilancio creativo di Gucci.

Quindi, almeno per ora: Vaccarello fuori da Saint Laurent? Possibile. Vaccarello da Gucci? Molto più debole.

Nel frattempo rimane ancora libera una delle poltrone più interessanti di Parigi: quella di Alaïa, dopo l’uscita di Pieter Mulier. La Maison non ha ancora annunciato un successore e presenterà questa stagione una collezione realizzata dal team interno.

Dopo anni in cui le Maison cercavano il designer capace di costruire un’identità per dieci, quindici, vent’anni, oggi sembra che il tempo concesso per dimostrare di funzionare sia diventato sempre più breve. Il lusso rallenta, i clienti sono più prudenti e ai creativi viene chiesto non soltanto di far sognare, ma di far vendere. Il Financial Times parla apertamente di una “crisi del desiderio” del lusso e racconta come, nei corridoi e nei front row parigini, si discuta già della possibilità che alcuni dei grandi ingaggi creativi dell’ultimo anno possano essere nuovamente rimessi in discussione.

Così, mentre sulle passerelle guardiamo la Primavera/Estate 2027, dietro le quinte sembra già iniziata un’altra stagione, quella del prossimo direttore creativo.

Oh là là… quel petit monde, la mode! 😏

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