La grande tradizione sartoriale italiana incontra le nuove generazioni a Stile Sartoriale 2026, l’appuntamento annuale dell’Accademia Nazionale dei Sartori, andato in scena il 26 settembre a Palazzo Pamphilj, sede dell’Ambasciata del Brasile a Roma.
Al centro della nuova edizione “Trame di Stile”, sfilata che ha portato nella Galleria Cortona 70 creazioni uniche realizzate dai Maestri Sarti e dai Camiciai dell’Accademia. Un racconto che ha voluto mostrare non soltanto il capo finito, ma l’intera filiera che lo rende possibile: sartorie, aziende tessili, artigiani e giovani talenti.
Anche la tecnologia è entrata nel racconto del fatto a mano. Attraverso un QR Code consegnato agli ospiti era possibile scoprire, per ognuna delle 70 uscite, l’atelier che aveva realizzato il capo e l’azienda che ne aveva fornito il tessuto. Un modo per rendere visibile quella rete di competenze che spesso rimane dietro le quinte della moda.
Particolare attenzione è stata dedicata al ricambio generazionale: oggi sono 35 i sarti Junior under 40 coinvolti nell’Accademia, quasi il doppio rispetto al passato. «La tradizione non deve essere soltanto custodita, deve continuare a generare futuro», ha sottolineato il presidente Daniele Piscioneri, richiamando il ruolo della formazione e del dialogo tra chi crea, produce e tramanda il sapere sartoriale.
La serata ha segnato anche un momento storico. Per la prima volta dalla sua istituzione nel 1978, il premio “Vita da Sarto” è stato assegnato a una donna, Silvana Righi Cartei, Socia Onoraria dell’Accademia e membro dal 1994. Lo stesso riconoscimento è andato al Maestro Sarto Rino Parisi, mentre a Sebastiano Di Rienzo, Presidente Onorario dell’Accademia, è stato conferito il premio speciale “Magister Vitae Sutorum”.
Fondata nel 1575 per volontà di Papa Gregorio XIII, l’Accademia Nazionale dei Sartori ha così celebrato oltre quattro secoli di storia guardando soprattutto a ciò che verrà. Perché il messaggio di “Trame di Stile” è proprio questo: il futuro della sartoria passa dalla capacità di tramandare il sapere, creando nuove relazioni tra mani, materia e nuove generazioni.