Moda

Gen 19 STONATURE

di Cristiana Schieppati

La moda vive di armonie apparenti, ma oggi più che mai è attraversata da stonature evidenti. Non incidenti di percorso, bensì contraddizioni strutturali che raccontano un sistema diviso tra immagine e realtà, valori dichiarati e pratiche quotidiane.

Sul fronte del lusso, le dissonanze si fanno più profonde. I grandi gruppi celebrano nomine e risultati finanziari come il Re Mida Brunello Cucinelli, mentre negozi iconici come Saks Fifth Avenue segnalano una crisi silenziosa del retail fisico. La storica catena  proprietaria dello storico store sulla Fifth Avenue di New York, ha fatto ricorso al Chapter 11 negli Stati Uniti dopo mesi di difficoltà, tra calo dei consumi di lusso, debito crescente e cambiamenti nelle strategie dei marchi partner. Per evitare la chiusura, Saks ha ottenuto un prestito d’emergenza da 1,75 miliardi di dollari, sufficiente a mantenere aperti tutti i negozi e pagare fornitori e dipendenti. La società ha nominato Geoffroy van Raemdonck, ex CEO di Neiman Marcus, nuovo amministratore delegato per guidare il piano di rilancio e concentrare le risorse sui punti vendita con maggiore potenziale. Nonostante la crisi, tutti i negozi Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus, Bergdorf Goodman e Saks OFF 5TH resteranno aperti mentre il gruppo lavora a un riassetto strategico e finanziario. Tra i creditori colpiti dall’insolvenza figura anche Amazon, che aveva investito quasi 475 milioni di dollari a fine 2024 nell’azienda. La moda parla di crescita, ma ridisegna continuamente le proprie ritirate.

Come anticipato da Fabiana Giacomotti su Il Foglio la maison Giambattista Valli rischia la chiusura: la sfilata di alta moda prevista per il 26 gennaio potrebbe essere l’ultima in grande stile, mentre la collezione prêt-à-porter di marzo è ancora incerta. Il marchio, sotto la proprietà della famiglia Pinault tramite Artémis, deve trovare urgentemente un nuovo acquirente, in un contesto di conti in rosso e fornitori allarmati. Nonostante le difficoltà finanziarie, la creatività e il talento di Valli restano intatti, ma l’indipendenza oggi è un lusso difficile da sostenere.

C’è poi il tema, sempre più centrale e sempre più ambiguo, della sostenibilità. Si moltiplicano i report, le dichiarazioni, le buone pratiche raccontate: cure per le dipendenti, attenzione al welfare, filiere più “pulite”. Ma la domanda resta: quanto di tutto questo è strutturale e quanto è narrazione? La sostenibilità rischia di diventare un’estetica, più che un cambiamento reale. Ed è proprio Miuccia Prada che ha pronunciato nel backstage un suo commento che offre una visione del presente scomoda , sottolineando come creare oggi significhi confrontarsi con un mondo in contraddizione “Cerco di fare il mio lavoro seriamente, cerco di farlo nel miglior modo possibile, essere sostenibili realmente non è possibile, dovremmo chiudere tutto, niente macchine, niente vestiti. C’è molta ipocrisia su questo, dobbiamo essere onesti e fare il nostro lavoro meglio che possiamo portando creatività, qualità, comprensione e mettersi in discussione sempre” ha detto la designer.

E’ forse qui che si annida la stonatura più interessante: una moda che continua a dichiararsi etica, inclusiva e sostenibile, me che spesso teme di essere davvero scomoda. In questo scenario si inseriscono i racconti aziendali come quello di Eleventy, che intreccia moda, sport e valori. L’immagine di Gianmarco Tamberi, uomo di disciplina e misura, diventa metafora di un lusso sobrio: colori scuri e sofisticati, marroni che sanno di legno e natura, beige che evolve per “emozionare il consumatore”. I numeri parlano di crescita – 127 milioni previsti, America primo mercato, nuovi orizzonti tra Marocco e Sud Africa – ma anche qui la stonatura è sottile: quanto il racconto dei valori riesce a reggere la pressione dell’espansione globale?

A pensarci bene la serie Netflix dedicata a Fabrizio Corona ( avete visto il cameo di Gisella Borioli ?) è lo specchio fedele delle contraddizioni dei nostri tempi, è una stonatura perfettamente contemporanea in un sistema che richiede verità e responsabilità. Celebrato e criticato, respinto e richiesto, moralmente discusso ma mediatamente necessario. Esattamente come certi meccanismi della moda, che denunciano l’eccesso mentre lo alimentano. Anche il fallimento è un contenuto consumabile. Con Chiara Ferragni l’effetto è simile. Il suo “non luogo a procedere” chiude il capitolo giudiziario ma non risolve quello di chi l’ha sostenuta e poi messa in discussione, rendendo impossibile voltare la pagina rapidamente. Come se la sentenza fosse sufficiente a ripristinare automaticamente credibilità, fiducia, reputazione. La stonatura sta qui: giustizia e percezione non coincidono, ma oggi vengono trattate come se fossero la stessa cosa. Il sistema in cui viviamo non tollera più il vuoto tutto deve essere spiegato, montato, rivisto, come il delitto di Garlasco di cui ogni giorno, dopo 18 anni, sentiamo qualche novità.

La collaborazione di Madonna per Dolce & Gabbana con la scelta di Bambola come colonna sonora per The One, suona come una stonatura deliberata. In un tempo in cui la comunicazione moda e beauty punta su naturalezza e trasparenza, il passato riafferma la sua identità e Dolce & Gabbana scelgono di non correggere il proprio immaginario, riaffermando costantemente il loro dna. E quindi ecco Benson Boone ospite alla sfilata uomo, emblema di una mascolinità estetica perfetta che non fa perdere il controllo. Dolce & Gabbana hanno costruito la loro moda attorno all’idea di celebrare la bellezza, la cultura popolare e lo stile iconico. Dalla prima sfilata, i designer hanno reinterpretato simboli della tradizione italiana, della Sicilia, e del lifestyle mediterraneo, trasformandoli in immagini universali riconoscibili e aspirazionali. Barbara Modesti per il TG1 chiede al cantante ” La moda è una bella cosa?” , una domanda semplice, quasi disarmante che suona come una stonatura , ma proprio per questo funziona perchè non chiede posizionamento, ma permette di trasmettere l’emozione.

Nel rumore continuo di questa fashion week fatto di dichiarazioni, prese di posizione e storytelling, l’intervista di Paola Pollo a Leo Dell’Orco sul Corriere della Sera arriva come una stonatura rara. Racconta il vuoto dopo la morte di Giorgio Armani, il dolore, restituendo un tempo umano, non performativo. C’è la responsabilità di portare avanti un lavoro senza il suo fondatore, il ruolo affidatogli da Armani, la responsabilità di una collezione. E la prima collezione maschile Autunno/Inverno 2026-2027, presentata alla Milano Fashion Week dopo la scomparsa del Signor Armani, mostra come la bellezza nasca spesso da accordi imperfetti e variazioni inattese, che rendono lo stile unico e riconoscibile. Per il suo debutto della collezione uomo sceglie come tema il “Cangiante”, una metafora che offre la visione di nuovi riflessi.

L’intervento di Diego Della Valle a Report di ieri sera aggiunge una nota dissonante al racconto della moda e del lusso. Lui che lo stesso giorno ha accolto gli ospiti alla presentazione di Tod’s insieme a Stefano Accorsi a Villa Necchi Campiglio presentando il lavoro dei suoi artigiani, assicurandosi che siano sempre presenti e che le cose vengano fatte a modo, ha dovuto rispondere in tv alle critiche sulla produzione, filiera e condizioni di lavoro, rivendicando il valore dell’impresa e la qualità del suo Made in Italy. Della Valle ha messo in luce la necessità di difendersi quando il racconto virtuoso del lusso viene messo alla prova, un lusso che non è abituato a spiegarsi fuori dai propri canali.

Pensandoci tutte queste stonature parlano anche d’amore. Amore per l’immagine, il potere, la reputazione. Forse l’amore vero, come nella vita è quello che accetta l’imperfezione, quello che resta anche quando il rumore si spegne, le luci si abbassano e non c’è più nessuno a spiegare cosa stiamo guardando.

Ed in mezzo a queste stonature il libro che mi ha mandato Alice Agnelli “Per Amore” suona come un controtempo gentile. In queste pagine, Alice  ci accompagna in un viaggio fatto di sensibilità e affetto: per noi stessi, per le persone care, per la natura e per i piaceri semplici della vita quotidiana. Attraverso ricette stagionali e riti conviviali, l’autrice invita a riscoprire l’importanza dei dettagli e dei gesti gentili che rinsaldano i legami. Anche la proposta di matrimonio di Giampietro Baudo e Vito Mansueto arrivata a Tokyo è una di quelle notizie che stonano nel modo giusto, perchè l’amore ha senso proprio perchè accade quando non te lo aspetti e vive di momenti da ricordare.

La moda è una bella cosa? Forse si. Ma come tutte le grandi storie d’amore è fatta di promesse, fraintendimenti e improvvise stonature. Anche quando cambiano i ruoli, i gruppi e i nomi in cima alle porte, l’importante è continuare a ballarci sopra. Ballerà da Kering Fedele Usai? Sembra che lascerà Dolce & Gabbana per raggiungere Luca de Meo nel gruppo francese. Io da parte mia avrei ballato volentieri con Ed Westwick che arrivato da Canali in Galleria Meravigli era disponibile con tutti. Per una gossip girl come me sarebbe perfetto…

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