Carlotta Gagna, imprenditrice italiana e fondatrice di Traininpink e del brand di abbigliamento sportivo elegante Igeia, chiude il 2025 con numeri straordinari: quasi 50.000 abbonate attive sull’app di allenamento femminile, un fatturato di 9 milioni di euro e una crescita internazionale già avviata. Il metodo Pilates Linfodrenante® ha consolidato la sua autorità nel settore del fitness femminile, mentre Igeia ha conquistato il mercato con oltre 25.000 capi venduti nei primi cinque mesi dal lancio.
Per il 2026, Carlotta punta all’espansione internazionale, nuovi mercati come UK e UAE, e innovazioni in chiave sostenibile per l’athleisure. Con una visione chiara, una community solida e un ecosistema digitale in continua crescita, Carlotta Gagna si conferma come una delle figure più influenti nel panorama wellness e lifestyle italiano.
In questa intervista, Carlotta ci racconta il percorso dietro i successi di Traininpink e Igeia e le strategie per portare il fitness e lo sport femminile su scala globale.
Il 2025 è stato un anno di grande crescita per Traininpink e Igeia. Quali sono state le strategie chiave che ti hanno permesso di consolidare il successo di entrambi i progetti?
Il 2025 per noi è stato l’anno in cui abbiamo iniziato a spostare il focus da una fitness app “full service” con tante discipline al mio metodo, il Pilates Linfodrenante®, e la crescita più importante è stata vedere che le donne non si iscrivevano solo per “fare sport”, tornavano perché si sentivano parte di qualcosa. La strategia vera è stata questa: ascoltare. Abbiamo investito tantissimo nel capire cosa funzionava per loro, quali workout completavano, dove si fermavano, cosa chiedevano. E poi abbiamo costruito intorno a quei dati.
Per Igeia il percorso è stato diverso ma complementare. Volevamo creare capi che le nostre donne potessero indossare dall’allenamento alla vita di tutti i giorni, senza compromessi né sulla performance né sullo stile. La chiave è stata non separare mai i due mondi: Traininpink e Igeia si parlano a vicenda. Chi si allena con me poi vuole sentirsi così anche fuori dal tappetino.
Hai recentemente avviato l’espansione internazionale di Traininpink, con l’obiettivo di arrivare a mercati come UK e UAE. Quali sono le sfide e le opportunità principali nell’adattare un’app di allenamento femminile a contesti culturali differenti?
La sfida più grande è non perdere la specificità del metodo nel tentativo di adattarlo. Il Pilates Linfodrenante® non è un generico programma di fitness: è un sistema che ho sviluppato partendo dallo studio del sistema linfatico femminile, dalla fisiologia, dalla comprensione di come il corpo della donna risponde al movimento in modo diverso a seconda delle fasi ormonali, dello stile di vita, dello stress. Portare tutto questo in un nuovo mercato significa trovare il modo di comunicare la scienza dietro il metodo senza perdere profondità.
L’opportunità è che questa profondità è esattamente ciò che manca nel mercato internazionale. A Londra e a Dubai il wellness è ovunque, ma spesso resta superficiale, trend che durano una stagione, workout costruiti sull’intensità e basta. Quello che vedo è una domanda enorme di approcci fondati, che spieghino il perché di ogni movimento, non solo il come. Il Pilates Linfodrenante® lavora sulle sei stazioni linfatiche principali con una sequenza precisa e una logica scientifica: questo si capisce in qualsiasi lingua.
Vivere a Dubai mi permette di essere già dentro questi mercati, di conoscerne i codici e le aspettative. Ma il vantaggio vero è che non stiamo esportando un format: stiamo portando un metodo proprietario con basi solide, e questo ci differenzia da qualsiasi competitor.
Igeia si distingue per un approccio innovativo all’athleisure, combinando funzionalità e stile per le donne dinamiche. Come nascono i vostri prodotti e quanto conta il feedback della community nella progettazione?
Ogni capo di Igeia nasce da un bisogno reale, spesso dal mio. Mi alleno ogni giorno, viaggio continuamente, passo dalle call di lavoro al tappetino: avevo bisogno di capi che mi seguissero in tutto questo senza farmi sentire “in tuta.” Da lì è partito tutto.
Ma la vera svolta è stata coinvolgere la community. Le nostre donne ci dicono cosa funziona e cosa no con una onestà disarmante, e noi ascoltiamo davvero. Tessuti, vestibilità, colori: testiamo tutto con loro prima di andare in produzione. Non è marketing, è il nostro processo. Igeia non è un brand che parla alle donne: è un brand che nasce dalle donne.
Vivendo a Dubai, in un contesto internazionale complesso, come riesci a bilanciare la gestione dei tuoi brand con la vita personale e la continua connessione con il mercato italiano?
La cosa bella è che a Dubai ci siamo arrivati quasi per caso: mio marito Matteo (co-founder con me di Traininpink e Igeia) faceva l’avvocato in precedenza ed aveva avuto l’opportunità di lavorare qui. Ci siamo subito innamorati di questa città e ci siamo rimasti. Col tempo ci siamo resi conto che essere a Dubai ci dava un vantaggio strategico incredibile: siamo al centro di un ecosistema globale, tra Europa, Middle East e Asia, con un’energia e una velocità che ti spingono a pensare in grande. Traininpink e Igeia sono nati e cresciuti qui, con il team tutto a Dubai al nostro fianco, e questo fa una differenza enorme nella velocità di esecuzione.
Detto questo, vivere in una regione complessa ti mette alla prova. Nelle ultime settimane la situazione nell’area ci ha richiesto di agire in fretta: abbiamo subito attivato lo smart working per tutto il team e dato a ciascuno la massima flessibilità per gestire il momento come meglio credeva. Quando le persone che lavorano con te vivono un periodo di incertezza, la priorità è una sola: farle sentire supportate. Tutto il resto si organizza.
La connessione con il mercato italiano non è mai stata un problema, anzi. Il digitale ha eliminato qualsiasi distanza: registro contenuti, gestisco la community, parlo con le donne che si allenano con me ogni giorno. Il rapporto è quotidiano, costante: non dipende da dove mi trovo fisicamente.
Sul bilanciamento vita-lavoro, con Matteo i confini sono molto fluidi. Lavoriamo insieme su ogni decisione strategica, ed è un vantaggio enorme perché la visione è sempre allineata. A volte (spesso) la cena diventa una riunione, ma è il nostro modo di fare le cose: Traininpink è nato così, dalla nostra vita insieme, e funziona proprio perché non è mai stato un progetto “da scrivania.”
Guardando al futuro del wellness e dell’athleisure, quali trend pensi guideranno il settore nei prossimi anni e come Igeia intende posizionarsi in termini di innovazione, sostenibilità e comfort evoluto?
Vedo un futuro in cui la separazione tra benessere, moda e vita quotidiana semplicemente non esisterà più. Le donne non vogliono scegliere tra un capo che performa e uno che è bello — e hanno ragione. La tecnologia dei tessuti sta andando in questa direzione e noi vogliamo essere in prima fila.
Per Igeia il prossimo capitolo è molto chiaro: da settembre il brand passerà interamente al cotone organico. È una decisione che nasce dalla stessa filosofia del Pilates Linfodrenante®: quello che metti sul tuo corpo conta. Dedichiamo tantissima attenzione a come le nostre donne si muovono, a come respirano, a come attivano il sistema linfatico: era naturale arrivare a chiederci anche cosa indossano sulla pelle mentre lo fanno. Il cotone organico è la risposta più coerente con il nostro approccio: un brand che si prende cura del corpo della donna a 360 gradi, dal movimento ai materiali.
Per me comfort evoluto significa capi che ti fanno sentire femminile e a proprio agio sempre e ovunque . Che tu stia facendo una sessione di Pilates Linfodrenante®, portando i bambini a scuola o entrando in una riunione. Con il passaggio al cotone organico portiamo questa visione ancora più avanti.