Trent’anni fa nasceva Citadelle Gin, il primo gin artigianale francese. Oggi, in occasione del suo 30° anniversario, il marchio celebra un percorso che, fin dagli esordi, ha saputo anticipare i tempi e contribuire a ridefinire il panorama del gin contemporaneo. Una storia fatta di intuizioni, ricerca e sperimentazione che continua ancora oggi a ispirare il futuro della categoria.
Era il 1996 quando Alexandre Gabriel, imprenditore, Master Blender e fondatore di Maison Ferrand, immaginò un modo completamente nuovo di interpretare il gin. Nacque così il primo craft gin al mondo: in un periodo in cui questa categoria era ancora fortemente legata alla tradizione britannica e lontana dall’esplosione creativa che avrebbe caratterizzato gli anni successivi, Gabriel intuì il potenziale di un gin profondamente radicato nella cultura della distillazione francese, capace di raccontare un territorio, un savoir-faire e una filosofia produttiva attraverso la stessa precisione e raffinatezza delle grandi acquaviti.
Per dare forma a questa visione scelse di utilizzare gli storici alambicchi Charentais, tradizionalmente impiegati per la produzione del Cognac. Una scelta nata anche da un’esigenza produttiva: gli alambicchi potevano infatti essere utilizzati soltanto tra ottobre e fine marzo, durante la stagione del Cognac, rimanendo inattivi per il resto dell’anno. La domanda fu semplice quanto rivoluzionaria: come valorizzarli nei mesi di inattività? La risposta arrivò con la distillazione delle bacche di ginepro e con la creazione di un metodo brevettato di infusione progressiva.
Nacque così Citadelle Gin, un progetto pionieristico destinato ad anticipare la rivoluzione craft di questo distillato e ad aprire una nuova strada nel panorama internazionale degli spirits. Oggi, la sua produzione utilizza alambicchi in rame, attingendo alle tecniche tradizionali francesi di distillazione. Il suo nome richiama la storica cittadella di Dunkerque, dove già nel XVIII secolo era autorizzata la produzione di distillati al ginepro: un omaggio alla storia francese che Alexandre Gabriel ha reinterpretato trasformandolo in un simbolo di creatività, eleganza e savoir-faire.
Quell’intuizione iniziale è diventata negli anni una vera e propria filosofia produttiva, fondata sull’incontro tra tradizione e sperimentazione, che ha permesso a Citadelle di essere riconosciuto da tutta la bar industry ed appassionati come uno dei marchi che più hanno contribuito all’evoluzione del gin contemporaneo, che gli sono infatti valsi diversi riconoscimenti internazionali come la Golden Medal agli ultimi Spirits Business Awards, oltre a posizionarsi rispettivamente come 8° Best selling Gin e 10° Top trending Gin all’interno del Drinks International report 2026.
Questo spirito pionieristico vive ancora oggi a Château de Bonbonnet, il cuore creativo di Citadelle nel cuore della Charente. È qui che sorge la distilleria sperimentale inaugurata in occasione del venticinquesimo anniversario del marchio: una struttura monumentale in pietra, progettata dallo stesso Gabriel, che custodisce nove storici alambicchi all’interno di una maestosa architettura ad archi. Un luogo progettato per permettere alla distillazione francese di continuare ad evolversi attraverso ricerca e sperimentazione.
“Quando abbiamo lanciato Citadelle Gin trent’anni fa, la gente pensava che fossimo un po’ pazzi”, afferma Alexandre Gabriel, fondatore e Master Blender di Maison Ferrand. “Volevamo creare un gin con un carattere autentico, legato al territorio, alla gastronomia e alla grande tradizione della distillazione francese, in un’epoca in cui il gin era diventato un prodotto molto standardizzato. Da allora, abbiamo piantato alberi di ginepro, inventato un nostro metodo di infusione brevettato, costruito una distilleria, coltivato agrumi e prodotto dei gin che nessuno si sarebbe aspettato da noi. Ma la cosa più importante non è cambiata: essere creativi, continuare a imparare e circondarsi di persone che non hanno paura dell’impossibile.”
Fin dalla sua nascita, infatti, Citadelle ha fatto dell’innovazione uno strumento per valorizzare la tradizione, reinterpretando tecniche storiche attraverso un approccio contemporaneo e contribuendo ad ampliare i confini espressivi della categoria.
A testimonianza di questa continua ricerca, Citadelle è stato il primo gin al mondo a ottenere un brevetto per il proprio metodo di infusione progressiva, una tecnica rivoluzionaria che prevede tempi di macerazione e gradazioni differenti per ciascuna delle 19 botaniche della ricetta. Un processo meticoloso che consente di estrarre il massimo potenziale aromatico di ogni ingrediente, preservandone l’identità e contribuendo a creare un profilo gustativo complesso, armonioso e immediatamente riconoscibile.