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Apr 30 VIOLINO D’ORO VENEZIA E LA BIENNALE 2026

A Maggio 2026, la Biennale restituisce ancora una volta alla città il suo respiro più internazionale, rinnovando quella vocazione al confronto tra arti e visioni che da sempre ne definisce l’identità. In questo contesto, Violino d’Oro si distingue come una presenza recente e già intimamente inscritta nella trama culturale veneziana.

A pochi passi da Piazza San Marco, tra le acque di Rio San Moisè e la quiete raccolta di Corte Barozzi, il boutique hotel cinque stelle, parte di Leading Hotels of the World e della Collezione Em della famiglia Maestrelli, prende forma come una dimora pensata secondo una precisa idea di continuità storica. Le sue trentadue camere, interamente realizzate da artigiani italiani, compongono un racconto che attraversa epoche e influenze, dalle suggestioni d’Oriente legate ai viaggi di Marco Polo fino alle tensioni del Novecento e alle ricerche più attuali, che nella Biennale trovano una naturale risonanza.

Ogni dettaglio concorre a questa costruzione: i broccati Rubelli, i vetri Venini, le porcellane Ginori, insieme alle lavorazioni muranesi, delineano un insieme di oggetti scelti per la loro qualità intrinseca e per la capacità di attraversare il tempo, espressione di una filiera che privilegia saperi locali e materiali naturali.

La medesima sensibilità si riflette ne Il Piccolo, ristorante raccolto con otto tavoli, dove la cucina guidata dai due executive chef Ross Khuda e Antonio Lusso si muovono entro un perimetro che accoglie la tradizione veneziana e ne rielabora i codici con misura e consapevolezza, includendo anche una proposta attenta al mondo plant based.

Nel periodo della Biennale, Violino d’Oro si configura come un luogo che accompagna e amplifica l’esperienza della città, offrendo una chiave di lettura che passa attraverso la materia, il gesto artigianale e una visione dell’ospitalità profondamente legata al contesto lagunare.

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