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Ott 16 AUTO EUROPEA SOTTO PRESSIONE: LA CINA AVANZA TRA DAZI, ALLEANZE E NUOVI STABILIMENTI

L’industria automobilistica europea cerca di guadagnare tempo di fronte alla crescente concorrenza cinese. Ma le barriere commerciali potrebbero non bastare a fermare un’espansione che punta sempre più sulla produzione direttamente in Europa.

È questa l’analisi di Kevin Thozet, membro del comitato investimenti, che evidenzia come il recente accordo commerciale tra Unione Europea e Cina, con un limite annuale di 350.000 auto ibride esportate verso il mercato europeo, possa offrire soltanto una tregua temporanea ai costruttori del continente.

La trasformazione sarà graduale, anche perché il mercato automobilistico europeo presenta cicli di sostituzione relativamente lunghi. In Francia, ad esempio, per ogni automobile nuova se ne vendono tre usate e i proprietari mantengono le proprie vetture per quasi dodici anni.

Nel frattempo, i grandi gruppi europei cercano nuove strategie attraverso alleanze industriali con i produttori cinesi, come Renault con Geely e Stellantis con Leapmotor.

La vera sfida, tuttavia, riguarda la crescente localizzazione della produzione. BYD in Ungheria, Chery e Leapmotor in Spagna, CATL nel settore delle batterie: sono numerosi gli investimenti che stanno rafforzando la presenza industriale cinese sul territorio europeo.

A pesare è anche il divario di competitività. Secondo i dati riportati nell’analisi, il confronto tra gli stabilimenti Volkswagen di Emden e Tianjin evidenzia una produttività per dipendente superiore di circa il 70% nell’impianto cinese, pur considerando le differenze produttive e organizzative.

Per i costruttori europei, le collaborazioni con la Cina diventano così sempre più strategiche, non soltanto per l’accesso ai mercati, ma anche per le tecnologie elettriche, le batterie e la competitività dei costi.

La conclusione di Thozet è netta: l’Europa può imporre dazi sulle automobili “Made in China”, ma sarà molto più difficile contrastare quelle “Made by China, in Europe”.

Una riflessione che mette al centro il futuro dell’industria automobilistica europea, chiamata a ripensare produzione, innovazione e alleanze per affrontare una competizione sempre più globale.

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