C’erano dei pezzi sparsi qua e là, roba di prima scelta a dire il vero. Ma per qualche ragione questi pezzi non riuscivano mai ad incastrarsi, a trovare una giusta collocazione. Sul tracciato di Barcellona, 30 anni dopo il primo successo in rosso di Michael Schumacher, quei pezzi si sono finalmente incastrati come si deve e l’albo d’oro iscrive il nome di Lewis Hamilton vincitore del suo primo GP al volante della Ferrari. Un digiuno durato 31 gare per l’inglese, 35 per la Ferrari che non primeggiava dal GP del Messico del 2024 grazie a Carlos Sainz. In Spagna quel digiuno si è interrotto facendo vedere barlumi dell’antica gloria che ha accompagnato il pilota più vincente di sempre, 106 successi all’attivo, e la scuderia da sempre presente nel mondiale. Un insieme di circostanze, situazioni, un crescendo che da tre gare a questa parte aveva fatto capire come quei pezzi sparsi qua e là finalmente si stavano ricongiungendo.
E vedere le lacrime di Lewis, l’urlo di gioia dei suoi meccanici, il tifo sugli spalti nonostante fosse “l’odiato” rivale di Alonso e “l’odiata” squadra di ieri, fa capire come una pagina di storia scritta metro per metro, chilometro per chilometro, abbia contagiato i 300 mila presenti e quelli che davanti alla TV hanno sentito risuonare in italiano: “grazie ragazzi, un lavoro fantastico” e vedere Lewis che poi ha abbracciato tutti ha finalmente scritto la parola fine a un digiuno che non era giustificato in questi ultimi due anni. Da Barcellona esce sconfitta la Mercedes: un guasto elettrico a 4 giri dalla fine ha bloccato Kimi Antonelli, che aveva appena superato il compagno di squadra George Russell, partito dalla pole ma incapace di mantenere un ritmo sufficiente per tenersi dietro Hamilton dopo la virtual safety car.
E qui c’è da dire che una mano, in maniera indiretta, è arrivata proprio da Alonso, fermo in pista con la sua Aston Martin e che ha provocato la neutralizzazione della gara. Hamilton rientra ai box, cambia gomme, Russell cincischia e quanto riparte la giostra, la Ferrari è davanti e le Mercedes sono dietro. “Sono stato contento per Lewis – ha detto il boss Mercedes Toto Wolff – perché se non vinciamo noi sono contento vinca una Ferrari. Ma la gara di oggi l’abbiamo persa due volte: la prima con la strategia, perché non volevamo privilegiare un pilota su un altro (riferimento al mancato ordine di scuderia che avrebbe permesso ad Antonelli di superare Russell e mantenere un ritmo migliore di Hamilton, ndr) e la seconda per il ritiro di Kimi. Abbiamo perso 25 punti con Russell in Canada e 18 minimo con Kimi in Spagna. Non ce lo possiamo permettere”. Intanto nella classifica generale con Antonelli a 156 punti, Hamilton è a 41 lunghezze di distacco. Ma se una parte del box Ferrari ride, l’altra metà, quella di Leclerc, è abbattuta. L’incidente in prova, la partenza in 10 posizione, una rimonta fino al sesto posto e poi per il monegasco una uscita dovuta a un guasto a servosterzo. Due gare, due ritiri. Con Hamilton che vince e rompe il digiuno della Ferrari. Abbastanza per farlo precipitare ancor più nella depressione.
Non è stato quindi un caso che il primo pilota a complimentarsi con Hamilton sia stato proprio Antonelli, ritirato, mentre il compagno di squadra non si è visto… ( foto credito Gazzetta di Parma – Getty )