E con questa fanno otto vittorie, due di fila dopo l’impresa di Monza che ha consacrato Kimi Antonelli come fenomeno storico e dopo 45 anni vince a Madrid compiendo una impresa che vede come valletti Verstappen e Norris in una gara persa dalla McLaren quando al 14 giro, con l’ingresso della virtual safety car, Verstappen e Antonelli si sono fermati ai box e Norris no. Con la Ferrari che ha deciso di non fermare a sua volta Leclerc, alla fine la classifica dice che il bolognese si invola nel mondiale, visto che Hamilton si è ritirato e Russell è finito dietro: “Mi spiace per Lando – ha detto dopo gara Antonelli – aveva in mano la corsa, ma dobbiamo continuare a spingere” come dire che non si accontenta. Verstappen sorride a metà, perché ha dovuto ridare la posizione ad Hamilton dopo aver tagliato la chicane al via ma era davanti ad Antonelli e quindi ha perso due posizioni, ma alla fine su un tracciato decisamente noioso e inutile, ha portato a casa un bel piazzamento mentre Norris può solo recriminare per il grave errore del box McLaren: sarebbe stata la sua gara come ha ammesso lo stesso Antonelli al traguardo. La Ferrari aveva illuso non chiamando Leclerc ai box in regime di virtual, ma lo ha fatto solo al 48 giro, dopo che Charles aveva condotto la corsa con un buon ritmo per oltre 30 giri, mentre i rivali avevano effettuato il pit stop sotto virtual al 14 giro. Alla fine un quarto posto in volata di poco su Russell con una considerazione: la Ferrari aveva le gomme morbide mentre la Mercedes le dure con 28 giri sul groppone, eppure era più veloce la Mercedes. Ovvero qualcosa non ha funzionato a Maranello. Un azzardo che non ha pagato e che ha lasciato i primi tre pronti a giocarsi la gara in volata. Per la cronaca, le uniche degne di nota sono relative al via caotico, Antonelli che taglia due volte la chicane per non aver problemi con Norris che prende il comando e riceve l’avviso di non tagliare più, altrimenti scatta la penalità, poi la virtual safety car, per smuovere la vettura di Stroll, e qui ci si gioca le posizioni di testa. Antonelli e Verstappen, secondo e terzo, si fermano, Leclerc no. Norris lo fa il giro dopo quando la virtual non c’è più e perde più tempo, finendo in quinta posizione, che diventa quarta dopo il secondo stop di Russell. In testa Leclerc con le gomme dure regge bene il ritmo, Antonelli gira attorno ai 3 secondi di distacco e si lamenta del comportamento della sua Mercedes, ma in ogni caso controlla la corsa perché nella classifica iridata i due rivali più pericolosi, Hamilton e Russell, sono uno ritirato e l’altro decisamente dietro. Peccato per il problema di Hamilton, fermato dopo pochi giri per un guasto al sistema frenante. Non è la prima volta che succede alla Ferrari e stavolta non c’è nemmeno l’alibi del fornitore italiano, visto che da Monaco in poi hanno cambiato qualcosa. Segno che in certe condizioni i problemi restano. A meno che non sia una conseguenza dell’uscita in prova di Lewis e che un controllo superficiale non ha evidenziato. Lo diranno dopo aver controllato l’auto. Di sicuro il distacco in classifica generale è tale che per Hamilton il possibile sogno mondiale è svanito in Spagna e quindi si correrà per la gloria.