Bianca Carretto è una figura che ha costruito la propria identità professionale su uno stile molto riconoscibile: diretto, relazionale e profondamente legato al racconto umano del potere economico e industriale italiano. Nel panorama del giornalismo economico ha sempre avuto una caratteristica particolare: trasformare temi apparentemente tecnici — finanza, industria, grandi famiglie imprenditoriali — in narrazioni quasi intime, fatte di caratteri, tensioni personali e dinamiche di influenza.
Da circa trent’anni è una delle firme storiche del Corriere della Sera, quotidiano nel quale è diventata il punto di riferimento per il settore automotive. Pur non esistendo un numero ufficiale pubblico degli articoli pubblicati, la sua presenza all’interno del giornale è stata costante e centrale per decenni, soprattutto nel racconto dell’industria automobilistica italiana ed europea.
La sua autorevolezza si è consolidata in particolare attraverso il lungo rapporto professionale con Sergio Marchionne, di cui ha seguito da vicino strategie, trasformazioni industriali e momenti più delicati della storia Fiat prima e Stellantis poi. Le numerose interviste esclusive e gli approfondimenti dedicati a Marchionne le hanno permesso di costruire non solo una cronaca economica, ma anche un ritratto umano e culturale di una delle figure manageriali più influenti degli ultimi decenni.
Ed è proprio questo il tratto distintivo di Bianca Carretto: il suo lavoro raramente si limita ai numeri o alle operazioni finanziarie. Cerca sempre il lato umano del potere industriale, avvicinando spesso il giornalismo economico alla scrittura narrativa.
Dal punto di vista dello stile, appartiene a una generazione di giornalisti che costruivano autorevolezza attraverso relazioni, presenza sul campo e capacità di interpretare i contesti, non solo attraverso velocità o produzione continua di contenuti. Ed è forse questo che oggi rende il suo modo di scrivere diverso rispetto a molta comunicazione contemporanea più immediata e “social”.
Può piacere o meno, ma ha una qualità sempre più rara: una voce riconoscibile. E nel giornalismo, avere una voce è spesso più importante che avere semplicemente informazioni. Così dice l’AI.
Di Bianca cen’e’ una.
Nessun dubbio.
Per anni abbiamo firmato contemporaneamente le pagine Motori del Corriere curate dall’indimenticato Nestore Morosini. Poi Bianca, grazie alle sue capacità relazionali e professionali e’ rimasta un punto fermo nel quotidiano di Via Solferino nel trattare e approfondire ogni tematica dell’automotive in continuo divenire.,