In occasione della Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Leone XIV a Rimini, il Santo Padre ha indossato i paramenti sacri realizzati dall’Atelier LAVS di Santarcangelo di Romagna e Mondolfo, diretto da Filippo Sorcinelli. Un appuntamento dal forte valore simbolico, coinciso con il 25° anniversario della fondazione dell’atelier, nato nel 2001.
La veste pontificale ha unito alta sartoria ecclesiastica, arte e teologia. Il verde, colore del Tempo Ordinario, ha richiamato la speranza, la crescita della Chiesa e il suo cammino nella storia, mentre gli intarsi in oro e argento hanno evocato il percorso dell’umanità redenta verso la luce della Gerusalemme celeste.
Il disegno si è ispirato alla tradizione geometrica del Medioevo cristiano, attraverso quadrati, losanghe e cerchi. Il quadrato ha rappresentato la dimensione terrena, mentre il cerchio, senza inizio né fine, ha evocato l’eternità e la perfezione divina. La loro intersezione ha così richiamato il mistero dell’Incarnazione: l’Eterno che entra nella storia dell’uomo.
A impreziosire la composizione è stata la gemmatura in agata verde, inserita nei punti focali degli ornati geometrici e simbolicamente associata alla giustizia, all’integrità, alla protezione spirituale e alla perseveranza nella fede.
Un omaggio particolare è stato dedicato anche alla città di Rimini e alla sua identità marittima. La disposizione dei medaglioni circolari ha richiamato infatti gli oblò delle imbarcazioni, evocando la tradizionale immagine della Navis Ecclesiae: la barca di Pietro che attraversa i mari della storia verso il porto della salvezza.
A completare l’apparato decorativo sono stati l’argento, associato alla trasparenza delle acque e alla purezza della grazia battesimale, l’oro, simbolo della regalità e della gloria divina, e i motivi floreali intrecciati, espressione della comunione e della vitalità della Chiesa.
Per Atelier LAVS, la celebrazione di Rimini ha rappresentato il culmine di 25 anni di ricerca, tradizione e alta manifattura ecclesiastica, confermando la vocazione dell’atelier a unire il patrimonio simbolico della tradizione alla sensibilità estetica contemporanea, attraverso un’arte sacra capace di rendere visibile, nella bellezza, il mistero invisibile.




