In un momento in cui l’industria della moda continua a confrontarsi con mercati instabili, tensioni geopolitiche e consumi più prudenti, Firenze torna a fare ciò che le riesce meglio: riunire il mondo della moda maschile.
Si apre oggi alla Fortezza da Basso la 110ª edizione di Pitti Uomo, appuntamento che fino al 19 giugno porterà nel capoluogo toscano 740 marchi provenienti da oltre 30 Paesi, con una presenza estera che sfiora il 45% del totale. Numeri che confermano il ruolo centrale della manifestazione nel panorama internazionale del menswear.
La cerimonia inaugurale, ospitata all’UniCredit Theatre, vedrà la partecipazione delle principali istituzioni del sistema moda italiano, da Antonio De Matteis a Luca Sburlati, da Matteo Zoppas ad Antonella Mansi, insieme alla sindaca di Firenze Sara Funaro e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Nel corso dell’evento verrà inoltre conferito il Premio Pitti Immagine Uomo 2026 a Doucal’s, uno dei marchi che meglio rappresentano l’eccellenza manifatturiera italiana.
Il tema di questa edizione è “The Pool”, una metafora che invita a guardare oltre la superficie delle cose. Nel piazzale centrale della Fortezza, l’installazione firmata da Philéo Landowski e Pascal Hachem trasforma tubature e infrastrutture normalmente invisibili in una grande opera immersiva, riflettendo sul lavoro e sui processi che rendono possibile la creatività.
Ma Pitti è soprattutto una piattaforma di idee. Accanto ai grandi nomi del menswear internazionale, riflettori puntati sui guest designer Simone Rocha e DSM Kei Ninomiya, sul talento coreano JiyongKim e sul progetto speciale dedicato a Sunflower, uno dei marchi più interessanti della nuova scena nordica.
Tra le novità più significative anche il debutto di Hyperscout, sistema di matchmaking basato sull’intelligenza artificiale che promette di rivoluzionare il rapporto tra brand e buyer, confermando come il business resti il cuore pulsante della manifestazione.
Dalla sartorialità italiana ai nuovi linguaggi dello streetwear, dall’outdoor evoluto alle fragranze di ricerca, Pitti Uomo continua a essere il luogo in cui si leggono in anticipo le direzioni del mercato. Un osservatorio privilegiato che, stagione dopo stagione, racconta non solo come si vestiranno gli uomini, ma come cambierà il modo stesso di intendere la moda.
Per quattro giorni Firenze torna così a essere la capitale mondiale del menswear. E mai come quest’anno il messaggio sembra chiaro: per affrontare il futuro servono innovazione, visione e la capacità di costruire connessioni. Esattamente ciò che Pitti Uomo continua a fare da 110 edizioni.