Dalla collaborazione con l’artista Caroline Rennequin alle atmosfere degli anni Settanta, fino ai velluti ispirati al modernismo francese: la storica maison americana esplora nuove possibilità decorative attraverso colore, materia e creatività.
Fondata a New York nel 1889 da Frédéric Schumacher, la maison americana continua a sviluppare il proprio linguaggio decorativo attraverso collezioni che mettono in dialogo tradizione e contemporaneità. Tre nuovi progetti raccontano altrettante interpretazioni dell’interior design, accomunate dalla ricerca sui materiali, dall’attenzione al colore e dal rapporto tra arte e decorazione.
Il colore e la natura di Caroline Rennequin
La collaborazione con l’artista parigina Caroline Rennequin nasce dalla reinterpretazione della sua serie Fleurs, composta da dipinti a gouache su carta raffiguranti fiori stilizzati. Le opere prendono nuova vita attraverso tessuti, carte da parati e accessori decorativi che celebrano la natura e lo spirito degli anni Settanta.
Tra le proposte, Fleur Indienne Velvet, un motivo floreale stampato su velluto di cotone, e Le Jardin, disponibile sia in tessuto sia in carta da parati. Completa la selezione il cuscino Le Coeur de La Fleur, impreziosito da ricami e applicazioni in velluto.
«Questo progetto dona una nuova dimensione al mio lavoro: è come vivere all’interno di un dipinto», racconta l’artista, il cui percorso creativo spazia dalla pittura alla moda.
Atelier Paris II: il ritmo degli anni Settanta
Presentata durante la Paris Design Week 2026, Atelier Paris II – Into the Groove è la seconda collezione dello studio creativo parigino Schumacher Atelier Paris, diretto da Astrid Elineau.
Ispirata alla musica e all’estetica degli anni Settanta, la collezione comprende tessuti, passamanerie e carte da parati caratterizzati da texture avvolgenti, tonalità profonde e motivi grafici.
Righe, frange e rilievi definiscono le proposte Groove, mentre Jukebox e Stay in Tune richiamano l’universo dei jukebox vintage e degli equalizzatori analogici. Non mancano reinterpretazioni di classici come il Principe di Galles e il pied-de-poule, accanto a materiali che spaziano dal mohair ai tessuti tecnici per interni ed esterni.
The Velvet Touch: l’architettura diventa tessuto
L’architettura modernista francese ispira invece Atelier Paris Velvet Capsule Collection – The Velvet Touch, una selezione di velluti jacquard, cesellati ed épinglé che prende come riferimento Villa Cavrois, progettata nel 1932 da Robert Mallet-Stevens.
Le geometrie dell’edificio, il ritmo delle facciate e i giochi di luce e ombra vengono tradotti in superfici tessili tridimensionali. Da Brique-à-Brac Épinglé, ispirato alla tessitura dei mattoni, a Échec et Mat Cut Velvet, che riprende i motivi a scacchiera della villa, ogni disegno interpreta un particolare elemento architettonico.
La collezione comprende anche Villa Savoye Cut Velvet, omaggio all’edificio progettato da Le Corbusier a Poissy. Realizzati prevalentemente in Belgio e in puro cotone, i velluti coniugano ricerca estetica, qualità manifatturiera e versatilità.
Tre linguaggi, un’unica visione
Arte contemporanea, cultura musicale e architettura diventano così tre differenti punti di partenza per esplorare il mondo della decorazione. Un percorso che conferma l’identità di Schumacher, storicamente legata alla valorizzazione delle arti decorative e alle collaborazioni con creativi internazionali, da Paul Poiret alle nuove generazioni di artisti e designer.
Il risultato è una proposta in cui tessuti e carte da parati non rappresentano soltanto elementi d’arredo, ma diventano strumenti per dare carattere, personalità e identità agli spazi.




